Di Admin (del 28/02/2009 @ 10:22:20, in Carabinieri, linkato 650 volte)
MONCALIERI28/02/2009 - Una pattuglia dei carabinieri è stata circondata e aggredita, ieri pomeriggio, da una ventina di maghrebini che volevano salvare un connazionale dall’arresto. Un militare è finito all’ospedale Santa Croce e giudicato guaribile in 10 giorni mentre, per ristabilire la calma, sono dovute intervenire diverse gazzelle da Torino e da Moncalieri, supportate dagli agenti della polizia municipale moncalierese. All’arrivo dei rinforzi c’è stato il fuggi fuggi generale e in manette è finito il solo Youssef Adil, 22 anni, fioraio marocchino, arrestato per evasione dagli arresti domiciliari e resistenza a pubblico ufficiale.
Sono stati attimi di forte tensione quelli vissuti ieri intorno alle 13,30, all’incrocio fra piazza Bengasi e via Sestriere. I carabinieri, che svolgevano servizio di ordine pubblico nella zona in occasione della preghiera degli islamici in via Pininfarina, si sono casualmente imbattuti in un gruppetto di 4 extracomunitari. Nessuno di loro aveva nulla a che fare con i fedeli del centro islamico, né tantomeno era diretto alla moschea.
Alla vista delle divise, però, Adil si è rifugiato precipitosamente in un bar cercando di sfuggire a un eventuale controllo, ma così facendo ha attirato l’attenzione dei militari che lo hanno raggiunto e fermato. Il giovane maghrebino sapeva di aver violato le disposizioni dell’autorità giudiziaria che gli consentono di uscire di casa fino alle 12,30 e solo per recarsi al lavoro. E così, esibiti in fretta i documenti, ha cercato di guadagnare l’uscita, ma è inciampato dopo pochi metri ed è stato agguantato dai militari. Prima che riuscissero ad ammanettarlo le urla di Youssef hanno richiamato parecchi connazionali che in pochi attimi hanno accerchiato minacciosamente la pattuglia. Uno dei due carabinieri è stato colpito da un calcio al corpo ma in piazza Bengasi sono subito arrivate 6 pattuglie di rinforzo oltre agli agenti della polizia municipale. Una volta tornata la calma, Adil è stato caricato in macchina e condotto in caserma nonostante le proteste dei familiari: «Non stava facendo niente di male, andava dai servizi sociali».