Il blog delle forze di polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato
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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 19/07/2008 @ 15:52:11, in Varie, linkato 1053 volte)


ROSSI (PRESIDENTE COCER E.I.), SI'A FUNZIONI FORZE ORDINE A ESERCITO.

(ANSA) - ROMA, 15 LUG - ''Condivido l'ipotesi espressa dal Ministro della Difesa affinche' in prospettiva l'Esercito possa svolgere funzioni oggi proprie delle sole Forze dell'ordine''. Lo afferma il gen. Domenico Rossi, presidente del Cocer Esercito, commentando quanto dichiarato ieri da Ignazio La Russa. Il ministro, dopo aver precisato che ''e' una tesi ancora tutta da costruire'', aveva detto di ritenere che ''in un futuro riordino generale, il compito che oggi e' dei Carabinieri - una forza militare, ma destinata stabilmente anche a compiti di ordine pubblico - possa essere esteso. Cioe' immagino - aveva aggiunto La Russa - che un Esercito che abbia una parte sempre preponderante di componenti capaci di svolgere entrambe le funzioni, a seconda di dove sono destinati, non possa che far bene sia alle forze di polizia che alle forze armate''. Secondo il presidente del Cocer, che parla ''a titolo personale'', si tratta di un'ipotesi condivisibile ''in quanto costituirebbe il naturale riconoscimento della ormai consolidata esperienza e professionalita' acquisite e dimostrate dai militari nelle varie missioni all'estero e si tradurrebbe in un maggiore inserimento nel tessuto sociale con indubbi riflessi positivi sulla condizione del personale. Inoltre - prosegue il generale Rossi - e' naturale che lo Stato prenda atto di potersi avvalere di proprie potenzialita', ora non pienamente sfruttate per rigidi schematismi e vecchi stereotipi gia' superati in altre nazioni. D'altronde si tratta di uniformarsi allo stesso criterio di flessibilita' che ha ispirato la positiva esperienza dell'utilizzazione dell'Arma dei Carabinieri al fianco delle altre Forze armate nelle missioni all'estero''. ''Ovviamente - conclude il presidente del Cocer - qualsiasi tipo di impiego deve essere correlato ad un bilancio che consenta l'effettiva funzionalita' ed operativita' delle Forze armate, oggi a rischio a causa della Finanziaria''. (ANSA).

TU COSA NE PENSI?

 

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Intervista a GEN. LEONARDO TRICARICO/"Sicurezza, bene i carabinieri ma anche gli sportivi e le scorte" - di Barbara Alessandrini.
 

Carabinieri, militari sportivi, scorte. Il Generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica non si limita ad approfondire le motivazioni per cui la decisione, annunciata dal ministro La Russa, di ricorrere ai i carabinieri sottoutilizzati all'interno delle Forze Armate è apprezzabile e vantaggiosa. Tanto da ritenere possibile che la gran parte del lavoro di ordine pubblico venga svolto proprio dai 'sotto impiegati' dell'Arma. Ma lancia una serie di proposte precise per recuperare all'impiego sul campo quei militari che attualmente vengono male utilizzate con grande spreco di risorse.
 
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha preannunciato che i 3.000 soldati da impiegare nelle città saranno preferibilmente reclutati, oltre che tra i volontari della Forze Armate, tra i carabinieri attualmente impiegati in compiti militari. Come giudica questo orientamento?

"Molto positivamente. E' indispensabile, di fronte alla decisione di impiegare i militari in mansioni di ordine pubblico e di tutela della sicurezza, partire dal presupposto che le funzioni di polizia militare nelle Forze Armate vengono svolte dai Carabinieri. In Aeronautica, ad esempio, ce ne sono circa 800. E anche gli organici delle altre F.A prevedono contingenti di Carabinieri con queste mansioni. Le unità arrivano a cifre a tre zeri. Con la fine del servizio di leva è venuto a mancare il 95% del carico di lavoro dei militari dell'Arma destinati a questa funzione e, di fatto al pari dei magistrati militari, i Carabinieri si sono venuti a trovare 'disoccupati' visto che i reati tipici delle truppe (disobbedienza, violata consegna, obiezione di coscienza, furto e altro) vengono perpetrati in misura men che minima dal personale di carriera. In altre parole mentre si vogliono inviare i soldati a svolgere missioni per le quali non sono preparati né materialmente né psicologicamente, i reparti militari dispongono di carabinieri che indagano magari per mesi e mesi su scritti anonimi o che operano prevenzione sul direttore di mensa affinché non faccia la cresta sulla spesa. Insomma svolgono un'attività residuale speculare a quella della magistratura militare, sono di fatto impiegati per non fare "niente"mentre, essendo agenti di pubblica sicurezza, potrebbero essere impiegati per tutte le mansioni che consentano di sovrintendere alle attività di ordine pubblico. Ma a ben vedere vi sono altri impieghi impropri dei militari dell'Arma nelle F.A ed in altre amministrazioni, così come lo stesso avviene con le altre forze di polizia che sono presenti negli organici dei ministeri.

 Ad esempio?

"Prendiamo il i servizi d'onore che, a rigore, dovrebbero essere svolti da militari presso i palazzi istituzionali che non siano prefetture o questure. Per non parlare poi dello sport militare, un settore dove lo spreco, anche di denaro, grida vendetta".
 

Anche dallo sport militare si potrebbero professionalità utili alla pubblica sicurezza?

"Certo, teniamo presente che ci ostiniamo a partecipare a tornei militari internazionali in svariate discipline sottraendo sistematicamente risorse al bilancio e alla sicurezza. Infine c'è una questione delicata che andrebbe affrontata di petto e la cui soluzione comporterebbe vantaggi significativi nel settore della sicurezza e dell'Ordine pubblico ed è quella delle scorte".
 
Sta parlando di un altro possibile cambio di mansione?

"Sì, siamo ormai gli unici al mondo che destiniamo alla protezione personale di soggetti a rischio (presunto e discutibile) risorse così ingenti e di provata professionalità. A fronte della vasta ed allarmata richiesta di sicurezza da parte dei cittadini la classe politica dovrebbe rinunciare ad una presunta esigenza di sicurezza personale per mettere le forze adibite a questa funzione al servizio dei cittadini. Un governo che nasce nel segno del rinnovamento e del cambiamento e si rappresenta come portatore di politiche nuove non può non mettere mano a questo problema. Basterebbe prendere esempio da chi pur avendo un ruolo determinante nella compagine governativa ed essendo per ciò teoricamente esposto al massimo rischio, viaggia sistematicamente accompagnato dal solo autista".

Un colpo allo status simbol, insomma, per dare una copertura in più ai cittadini. Non crede che sarebbe una decisione lesiva di troppi interessi?

"Certo la questione delle scorte non è facile da risolvere. Molti governi hanno provato ad affrontarla in passato. Anche perché il personale così impiegato è altamente appagato dallo svolgere questa mansione e quindi le prime reazioni arriverebbero proprio da quella parte. Ma una revisione critica di quali sono le personalità che hanno davvero bisogno di protezione va fatta".

In quali ambiti è possibile operare ulteriori tagli a favore di un impiego delle risorse per la sicurezza?

"Stesso discorso vale per la protezione dei cosiddetti obiettivi sensibili ossia per tutte quelle postazioni fisse a rischio presunto, per le quali sarebbe necessaria una attenta ed intelligente opera di revisione. Si scoprirebbe che molti di essi a rischio non sono. Credo, poi, che un'ultima considerazione vada fatta a proposito della struttura organizzativa delle attività di ordine pubblico e sicurezza. Per quanto ci si sforzi non si trova una ragione valida che giustifichi la ridondanza di Carabinieri nelle forze militari quando il ministero della Difesa li impiega soltanto per un 10, 13% delle loro potenzialità mentre il 90% delle loro attività hanno un collegamento funzionale con il Viminale".

Ora non c'è il rischio di invasioni di competenze tra i due dicasteri?

"Il solo fatto che quella dei Carabinieri sia la quarta Arma delle Forze armate non rappresenta un motivo sufficiente perché continui a dipendere dal ministero della Difesa"

Ai fini dell' Ordine pubblico, insomma, i Carabinieri dovrebbero dipendere dal ministero dell'Interno?

"A lume di logica e in base all'operatività funzionale per l'ordine pubblico un governo che punta a guidare a lungo il paese dovrebbe porsi il problema del più logico e naturale inquadramento dei Carabinieri nel ministero dell'Interno. In questo caso molte disfunzioni compreso l'affogamento di risorse nelle forze armate verrebbero eliminate".
 

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COCER ESERCITO, SU TAGLI INTERVENGA BERLUSCONI 
 

ROMA, 15 lug - ''Il ministro Maroni ha dichiarato che i tagli sul fronte della sicurezza non sono significativi, sottolineando che l'allarme e' ingiustificato. Nulla e' stato invece comunicato per quanto riguarda i tagli sul bilancio delle Forze armate, che pertanto rimarrebbero quelli insopportabili ora previsti''. Lo afferma il Cocer dell'Esercito, che chiede al Governo di ''chiarire la situazione'' e l'intervento del premier Berlusconi a ''difesa e tutela'' delle Forze armate. L'organismo di rappresentanza dell'Esercito - dopo aver ricordato che la sicurezza del Paese passa anche attraverso l'azione delle Forze armate, dentro e fuori i confini nazionali - afferma che ''il bilancio della Difesa, come confermato anche dal ministro La Russa, e' fortemente tagliato e i riflessi saranno irrimediabili in termini di manutenzione delle caserme, di qualita' della vita e benessere delle donne e degli uomini dell'Esercito, con conseguenze inevitabili di minore addestramento e, quindi, di minori livelli di sicurezza nell'impiego, a partire da quello estero, che potrebbero essere pericolosamente compromessi''. Il Cocer parla di rischio di ''anemizzazione economica della legge sulla professionalizzazione delle Forze armate'', con una riduzione dello strumento militare ''proprio nel momento del suo massimo impiego interno ed esterno'' e l'impossibilita' del ''transito in servizio permanente di circa 10-15.000 volontari che, dopo un periodo di cinque-sei anni di sacrale servizio, saranno letteralmente 'licenziati'''. (ANSA).  

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SAP; NO A PROPOSTA LA RUSSA, CREA SOLO PROBLEMI (V.SICUREZZA: ROSSI (COCER), SI'A FUNZIONI... DELLE 18:10 CIRCA)


(ANSA) - ROMA, 15 LUG - No ad una nuova forza di polizia militare perche' ''rischia di creare soltanto problemi alla gestione concreta della sicurezza e di assorbire inutilmente risorse''. Il Sindacato autonomo di Polizia (Sap) risponde cosi' alla proposta del ministro della Difesa Ignazio La Russa secondo il quale ''in un futuro riordino generale, il compito che oggi e' dei Carabinieri potrebbe essere esteso'' anche all'Esercito. ''La posizione del ministro - dice il segretario del Sap Nicola Tanzi - ci lascia stupiti e non ci convince perche' riteniamo che il problema principale della sicurezza non sia assegnare o far svolgere all'Esercito o alle Forze armate compiti di ordine pubblico e di polizia giudiziaria, ma destinare maggiori fondi per la formazione e l'aggiornamento del personale delle forze dell'ordine''. ''I sindacati di polizia e i Cocer - prosegue Tanzi - sono mobilitati proprio per chiedere maggiori risorse, e non tagli, per il comparto Sicurezza e Difesa''. Ecco dunque che il progetto ''di trasformare una parte dell'Esercito o delle Forze armate in una ennesima forza di polizia ad ordinamento militare, rischia di creare soltanto problemi''. ''Piuttosto - conclude Tanzi - si assumano immediatamente in Polizia le migliaia di ragazzi che hanno vinto un regolare concorso e da mesi stanno aspettando con ansia una chiamata''. (ANSA).

 

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ROSSI (PRESIDENTE COCER E.I.), SI'A FUNZIONI FORZE ORDINE A ESERCITO.

(ANSA) - ROMA, 15 LUG - ''Condivido l'ipotesi espressa dal Ministro della Difesa affinche' in prospettiva l'Esercito possa svolgere funzioni oggi proprie delle sole Forze dell'ordine''. Lo afferma il gen. Domenico Rossi, presidente del Cocer Esercito, commentando quanto dichiarato ieri da Ignazio La Russa. Il ministro, dopo aver precisato che ''e' una tesi ancora tutta da costruire'', aveva detto di ritenere che ''in un futuro riordino generale, il compito che oggi e' dei Carabinieri - una forza militare, ma destinata stabilmente anche a compiti di ordine pubblico - possa essere esteso. Cioe' immagino - aveva aggiunto La Russa - che un Esercito che abbia una parte sempre preponderante di componenti capaci di svolgere entrambe le funzioni, a seconda di dove sono destinati, non possa che far bene sia alle forze di polizia che alle forze armate''. Secondo il presidente del Cocer, che parla ''a titolo personale'', si tratta di un'ipotesi condivisibile ''in quanto costituirebbe il naturale riconoscimento della ormai consolidata esperienza e professionalita' acquisite e dimostrate dai militari nelle varie missioni all'estero e si tradurrebbe in un maggiore inserimento nel tessuto sociale con indubbi riflessi positivi sulla condizione del personale. Inoltre - prosegue il generale Rossi - e' naturale che lo Stato prenda atto di potersi avvalere di proprie potenzialita', ora non pienamente sfruttate per rigidi schematismi e vecchi stereotipi gia' superati in altre nazioni. D'altronde si tratta di uniformarsi allo stesso criterio di flessibilita' che ha ispirato la positiva esperienza dell'utilizzazione dell'Arma dei Carabinieri al fianco delle altre Forze armate nelle missioni all'estero''. ''Ovviamente - conclude il presidente del Cocer - qualsiasi tipo di impiego deve essere correlato ad un bilancio che consenta l'effettiva funzionalita' ed operativita' delle Forze armate, oggi a rischio a causa della Finanziaria''. (ANSA).

 

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Intervista a GEN. LEONARDO TRICARICO/"Sicurezza, bene i carabinieri ma anche gli sportivi e le scorte" - di Barbara Alessandrini.
 

Carabinieri, militari sportivi, scorte. Il Generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica non si limita ad approfondire le motivazioni per cui la decisione, annunciata dal ministro La Russa, di ricorrere ai i carabinieri sottoutilizzati all'interno delle Forze Armate è apprezzabile e vantaggiosa. Tanto da ritenere possibile che la gran parte del lavoro di ordine pubblico venga svolto proprio dai 'sotto impiegati' dell'Arma. Ma lancia una serie di proposte precise per recuperare all'impiego sul campo quei militari che attualmente vengono male utilizzate con grande spreco di risorse.
 
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha preannunciato che i 3.000 soldati da impiegare nelle città saranno preferibilmente reclutati, oltre che tra i volontari della Forze Armate, tra i carabinieri attualmente impiegati in compiti militari. Come giudica questo orientamento?

"Molto positivamente. E' indispensabile, di fronte alla decisione di impiegare i militari in mansioni di ordine pubblico e di tutela della sicurezza, partire dal presupposto che le funzioni di polizia militare nelle Forze Armate vengono svolte dai Carabinieri. In Aeronautica, ad esempio, ce ne sono circa 800. E anche gli organici delle altre F.A prevedono contingenti di Carabinieri con queste mansioni. Le unità arrivano a cifre a tre zeri. Con la fine del servizio di leva è venuto a mancare il 95% del carico di lavoro dei militari dell'Arma destinati a questa funzione e, di fatto al pari dei magistrati militari, i Carabinieri si sono venuti a trovare 'disoccupati' visto che i reati tipici delle truppe (disobbedienza, violata consegna, obiezione di coscienza, furto e altro) vengono perpetrati in misura men che minima dal personale di carriera. In altre parole mentre si vogliono inviare i soldati a svolgere missioni per le quali non sono preparati né materialmente né psicologicamente, i reparti militari dispongono di carabinieri che indagano magari per mesi e mesi su scritti anonimi o che operano prevenzione sul direttore di mensa affinché non faccia la cresta sulla spesa. Insomma svolgono un'attività residuale speculare a quella della magistratura militare, sono di fatto impiegati per non fare "niente"mentre, essendo agenti di pubblica sicurezza, potrebbero essere impiegati per tutte le mansioni che consentano di sovrintendere alle attività di ordine pubblico. Ma a ben vedere vi sono altri impieghi impropri dei militari dell'Arma nelle F.A ed in altre amministrazioni, così come lo stesso avviene con le altre forze di polizia che sono presenti negli organici dei ministeri.

 Ad esempio?

"Prendiamo il i servizi d'onore che, a rigore, dovrebbero essere svolti da militari presso i palazzi istituzionali che non siano prefetture o questure. Per non parlare poi dello sport militare, un settore dove lo spreco, anche di denaro, grida vendetta".
 

Anche dallo sport militare si potrebbero professionalità utili alla pubblica sicurezza?

"Certo, teniamo presente che ci ostiniamo a partecipare a tornei militari internazionali in svariate discipline sottraendo sistematicamente risorse al bilancio e alla sicurezza. Infine c'è una questione delicata che andrebbe affrontata di petto e la cui soluzione comporterebbe vantaggi significativi nel settore della sicurezza e dell'Ordine pubblico ed è quella delle scorte".
 
Sta parlando di un altro possibile cambio di mansione?

"Sì, siamo ormai gli unici al mondo che destiniamo alla protezione personale di soggetti a rischio (presunto e discutibile) risorse così ingenti e di provata professionalità. A fronte della vasta ed allarmata richiesta di sicurezza da parte dei cittadini la classe politica dovrebbe rinunciare ad una presunta esigenza di sicurezza personale per mettere le forze adibite a questa funzione al servizio dei cittadini. Un governo che nasce nel segno del rinnovamento e del cambiamento e si rappresenta come portatore di politiche nuove non può non mettere mano a questo problema. Basterebbe prendere esempio da chi pur avendo un ruolo determinante nella compagine governativa ed essendo per ciò teoricamente esposto al massimo rischio, viaggia sistematicamente accompagnato dal solo autista".

Un colpo allo status simbol, insomma, per dare una copertura in più ai cittadini. Non crede che sarebbe una decisione lesiva di troppi interessi?

"Certo la questione delle scorte non è facile da risolvere. Molti governi hanno provato ad affrontarla in passato. Anche perché il personale così impiegato è altamente appagato dallo svolgere questa mansione e quindi le prime reazioni arriverebbero proprio da quella parte. Ma una revisione critica di quali sono le personalità che hanno davvero bisogno di protezione va fatta".

In quali ambiti è possibile operare ulteriori tagli a favore di un impiego delle risorse per la sicurezza?

"Stesso discorso vale per la protezione dei cosiddetti obiettivi sensibili ossia per tutte quelle postazioni fisse a rischio presunto, per le quali sarebbe necessaria una attenta ed intelligente opera di revisione. Si scoprirebbe che molti di essi a rischio non sono. Credo, poi, che un'ultima considerazione vada fatta a proposito della struttura organizzativa delle attività di ordine pubblico e sicurezza. Per quanto ci si sforzi non si trova una ragione valida che giustifichi la ridondanza di Carabinieri nelle forze militari quando il ministero della Difesa li impiega soltanto per un 10, 13% delle loro potenzialità mentre il 90% delle loro attività hanno un collegamento funzionale con il Viminale".

Ora non c'è il rischio di invasioni di competenze tra i due dicasteri?

"Il solo fatto che quella dei Carabinieri sia la quarta Arma delle Forze armate non rappresenta un motivo sufficiente perché continui a dipendere dal ministero della Difesa"

Ai fini dell' Ordine pubblico, insomma, i Carabinieri dovrebbero dipendere dal ministero dell'Interno?

"A lume di logica e in base all'operatività funzionale per l'ordine pubblico un governo che punta a guidare a lungo il paese dovrebbe porsi il problema del più logico e naturale inquadramento dei Carabinieri nel ministero dell'Interno. In questo caso molte disfunzioni compreso l'affogamento di risorse nelle forze armate verrebbero eliminate".
 

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COCER ESERCITO, SU TAGLI INTERVENGA BERLUSCONI 
 

ROMA, 15 lug - ''Il ministro Maroni ha dichiarato che i tagli sul fronte della sicurezza non sono significativi, sottolineando che l'allarme e' ingiustificato. Nulla e' stato invece comunicato per quanto riguarda i tagli sul bilancio delle Forze armate, che pertanto rimarrebbero quelli insopportabili ora previsti''. Lo afferma il Cocer dell'Esercito, che chiede al Governo di ''chiarire la situazione'' e l'intervento del premier Berlusconi a ''difesa e tutela'' delle Forze armate. L'organismo di rappresentanza dell'Esercito - dopo aver ricordato che la sicurezza del Paese passa anche attraverso l'azione delle Forze armate, dentro e fuori i confini nazionali - afferma che ''il bilancio della Difesa, come confermato anche dal ministro La Russa, e' fortemente tagliato e i riflessi saranno irrimediabili in termini di manutenzione delle caserme, di qualita' della vita e benessere delle donne e degli uomini dell'Esercito, con conseguenze inevitabili di minore addestramento e, quindi, di minori livelli di sicurezza nell'impiego, a partire da quello estero, che potrebbero essere pericolosamente compromessi''. Il Cocer parla di rischio di ''anemizzazione economica della legge sulla professionalizzazione delle Forze armate'', con una riduzione dello strumento militare ''proprio nel momento del suo massimo impiego interno ed esterno'' e l'impossibilita' del ''transito in servizio permanente di circa 10-15.000 volontari che, dopo un periodo di cinque-sei anni di sacrale servizio, saranno letteralmente 'licenziati'''. (ANSA).  

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SAP; NO A PROPOSTA LA RUSSA, CREA SOLO PROBLEMI (V.SICUREZZA: ROSSI (COCER), SI'A FUNZIONI... DELLE 18:10 CIRCA)


(ANSA) - ROMA, 15 LUG - No ad una nuova forza di polizia militare perche' ''rischia di creare soltanto problemi alla gestione concreta della sicurezza e di assorbire inutilmente risorse''. Il Sindacato autonomo di Polizia (Sap) risponde cosi' alla proposta del ministro della Difesa Ignazio La Russa secondo il quale ''in un futuro riordino generale, il compito che oggi e' dei Carabinieri potrebbe essere esteso'' anche all'Esercito. ''La posizione del ministro - dice il segretario del Sap Nicola Tanzi - ci lascia stupiti e non ci convince perche' riteniamo che il problema principale della sicurezza non sia assegnare o far svolgere all'Esercito o alle Forze armate compiti di ordine pubblico e di polizia giudiziaria, ma destinare maggiori fondi per la formazione e l'aggiornamento del personale delle forze dell'ordine''. ''I sindacati di polizia e i Cocer - prosegue Tanzi - sono mobilitati proprio per chiedere maggiori risorse, e non tagli, per il comparto Sicurezza e Difesa''. Ecco dunque che il progetto ''di trasformare una parte dell'Esercito o delle Forze armate in una ennesima forza di polizia ad ordinamento militare, rischia di creare soltanto problemi''. ''Piuttosto - conclude Tanzi - si assumano immediatamente in Polizia le migliaia di ragazzi che hanno vinto un regolare concorso e da mesi stanno aspettando con ansia una chiamata''. (ANSA).

 

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Di Admin (del 16/06/2008 @ 17:55:41, in Carabinieri, linkato 1190 volte)

ROMA - Una relazione extraconiugale tenuta da un carabiniere "getta disonore" sull'Arma. Per questo il superiore può legittimamente chiedergli di troncarla. E' quanto deciso da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna a 4 mesi di reclusione, inflitta dalla Corte militare d'appello di Napoli, a un appuntato dei carabinieri ritenuto responsabile di insubordinazione, con minaccia e ingiuria, ai danni del comandante della stazione presso cui prestava servizio.

L'imputato aveva definito 'bugiardo, infame e ladro' il luogotenente, suo superiore e lo aveva minacciato di rovesciargli addosso una scrivania, perché gli era stato chiesto di troncare una relazione adulterina che l'appuntato, coniugato, intratteneva con una donna del luogo, anch'essa sposata. Il giudice di primo grado aveva prosciolto il militare, ritenendo che il fatto fosse da rincondurre a un contesto di relazioni private e personali, estranee al servizio. Di diverso parere, invece, la Corte d'appello, secondo la quale "l'intervento del luogotenetente era pertinente al servizio, consistendo nell'osservanza della disciplina militare, che prescrive di tenere in ogni circostanza una condotta esemplare, a salvaguardia del prestigio delle Forze armate, mentre la relazione extraconiugale dell'imputato, di pubblico dominio nel territorio della stazione, arrecava evidente disonore all'Arma benemerita".

Per la Suprema Corte (sentenza n.24414), le motivazioni del giudice d'appello sono valide e il ricorso dell'imputato va rigettato: "Il ricorrente assimila erroneamente l'illecita reazione del graduato al richiamo, legittimo e doveroso, ricevuto dal comandante di stazione per l'osservanza del dovere di tenere condotta esemplare e alla richiesta del sottufficiale di troncare la tresca. La condotta delittuosa di insubordinazione - rileva la Cassazione - non scaturì da dissidi di natura personale, ma dal contrasto all'intervento che il comandante, nell'esercizio delle proprie attribuzioni istituzionali, aveva esercitato nei confronti del graduato. Il rapporto extraconiugale dell'imputato - conclude la sentenza - è senza dubbio di carattere meramente privato, ma della stessa natura non sono né il richiamo disciplinare cui il disdicevole contegno aveva dato luogo, né l'illecita reazione dell'imputato".

Fonte: www.republica.it
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Di Admin (del 14/06/2008 @ 13:44:58, in Varie, linkato 2675 volte)

NUOVO IMPIEGO DELL'ESERCITO. PIU' VICINO AI CITTADINI.

Sicurezza, nelle città 2.500 soldati, per tutelare i cittadini". Per sei mesi prorogabili, militari contro la criminalità nelle aree metropolitane. Intesa Difesa-Interni. "Scelti tra coloro che parteciparono alle missioni di pace".


VIDEO MEDIASET:
Http://www.video.mediaset.it/video.html?
sito=tg5&data=2008/06/15&id=27491&categoria=servizio&from=tg5

 

ROMA - Militari dell'Esercito in strada insieme a poliziotti e carabinieri. Duemilacinquecento soldati a disposizione del ministero dell'Interno per pattugliare le città. Una concessione che avrà valore per i prossimi sei mesi ma che potrà essere rinnovata in futuro. I militari avranno qualifica di agenti di pubblica sicurezza; pattuglieranno le metropoli soprattutto di sera quando maggiori sono le esigenze di sicurezza.

Scelti tra le missioni di pace. "Nelle scelte dei 2.500 - ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa illustrando l'accordo con il collega di governo degli Interni Roberto Maroni - sarebbe un peccato se non si utilizzassero coloro che hanno avuto esperienza di missione di pace, dove molti hanno svolti compiti di polizia".

Il precedente: i Vespri siciliani. L'impiego dell'esercito con compiti di ordine pubblico non è una novità. L'ipotesi fu già sperimentata in Sicilia nella fase più cruciale della lotta alla mafia. A partire dal 1992, proprio all'indomani delle stragi Falcone e Borsellino, e fino al 1998, oltre 150 mila soldati furono a turno utilizzati nell'operazione "Vespri siciliani". Dopo alcune iniziali riserve, i "Vespri siciliani" riscossero il sostegno delle istituzioni e della società civile. Anche allora, il ministro della difesa dell'epoca Salvo Andò, rilevò che le forze armate "rappresentano una formidabile risorsa organizzativa per fronteggiare le emergenze vecchie e nuove".

Coordinamento ai prefetti. L'emendamento a quattro mani Interni-Difesa sarà inserito nel decreto legge sulla sicurezza con un emendamento. "L'obiettivo - ha spiegato il ministro alla Difesa Ignazio La Russa - è quello di tutelare meglio la sicurezza dei cittadini, passando dal poliziotto di quartiere di giorno ad una pattuglia mista nelle ore prevalentemente serali". Le modalità di intervento saranno definite dal ministero degli Interni che coordinerà l'operazione in collaborazione con i prefetti.

http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/
sicurezza-politica-7/militari-pattuglie/militari-pattuglie.html

VIDEO MEDIASET:
Http://www.video.mediaset.it/video.html?
sito=tg5&data=2008/06/15&id=27491&categoria=servizio&from=tg5

 

14/6/2008

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Di Admin (del 27/03/2008 @ 21:20:04, in Polizia, linkato 448 volte)
Analizzato dall'osservatorio "Sbirri Pikkiati" dell'Asaps il fenomeno nel corso del 2007: l'alcol è il principale fattore innescante la violenza, con il 55,9% dei casi alcol-correlati. E' il nord a sembrare più violento (55%).
L'osservatorio "Sbirri Pikkiati" de il Centauro/Asaps continua a tenere sotto stretta osservazione il fenomeno semisconosciuto della violenza nei confronti di operatori di polizia.
"Nel corso del 2007 - spiega il presidente dell'Asaps Giordano Biserni - sono stati censiti 868 episodi di aggressione fisica legati ai controlli su strada, permettendo l'analisi approfondita di un aspetto della vita professionale delle Forze dell'Ordine, purtroppo sottovalutata. In realtà si tratta della punta di un gigantesco iceberg - sottolinea Biserni - visto che nel solo 2004 le persone denunciate per violenza o resistenza a Pubblico Ufficiale sono state 25.800: nel corso dello stesso anno ne sono state condannate 10.928". - sono stati censiti 868 episodi di aggressione fisica legati ai controlli su strada, permettendo l'analisi approfondita di un aspetto della vita professionale delle Forze dell'Ordine, purtroppo sottovalutata. In realtà si tratta della punta di un gigantesco iceberg - sottolinea Biserni - visto che nel solo 2004 le persone denunciate per violenza o resistenza a Pubblico Ufficiale sono state 25.800: nel corso dello stesso anno ne sono state condannate 10.928".
Gli eventi vengono classificati in relazione alla forza di polizia oggetto di aggressione: la Polizia di Stato (359 aggressioni, corrispondenti al 41,4%), i Carabinieri (377 episodi, pari al 43,4%), le forze di Polizia Locale (150 eventi e quindi il 17,3% del totale) ed "Altro", intendendo con quest'ultima voce le divise che in generale non effettuano controllo del territorio, i Pubblici Ufficiali o gli Incaricati di Pubblico seervizio, comprendendo anche conducenti di autobus (o ferrovieri), guardie private e sanitari (99 casi, corrispondenti all'11,4% delle violenze).
"È stata monitorata - commenta il presidente dell'Asaps - la stretta correlazione all'uso di alcol e di armi proprie o improprie, facendo rilevare che il 55,9% della violenza è alcol-correlata: in pratica più di un episodio su due (485 aggressioni su 868). Il 19,5% degli attacchi (169) è stato invece sferrato mediante l'uso di un'arma propria o impropria, considerando tale ogni mezzo in grado di amplificare la forza fisica, come ad esempio un veicolo lanciato contro un agente". Alcol come espressione di disagio sociale, sofferto in buona parte dalla popolazione straniera residente in Italia: 362 eventi (41.7%) hanno come protagonista "i forestieri", la gran parte dei quali in stato di ebbrezza.
L'inchiesta che sarà pubblicata sul numero di aprile de il Centauro, l'organo ufficiale dell'Asaps, dice che la maggior parte degli episodi avviene al nord, con 477 eventi (55%), mentre nel Mezzogiorno e nel Centro del Paese si osservano rispettivamente 197 (22,7%) e 194 episodi (22.3%). "È nostra opinione - spiega Giordano Biserni - che questa particolare violenza registrata al nord sia legata al fatto che proprio al settentrione ci sia un maggior abuso di alcol e i controlli della circolazione stradale siano più intensi e severi, come dimostrano le rilevazioni per il prelievo dei punti dalla patente. In ogni caso - conclude - non si tratta certo di semplici infortuni sul lavoro (lavoro che si rivela sempre più difficile e a volte umiliante), ma il risultato di una degenerazione dei valori e di un crescente rancore verso chi interviene in difesa dei più deboli e della legalità". - che questa particolare violenza registrata al nord sia legata al fatto che proprio al settentrione ci sia un maggior abuso di alcol e i controlli della circolazione stradale siano più intensi e severi, come dimostrano le rilevazioni per il prelievo dei punti dalla patente. In ogni caso - conclude - non si tratta certo di semplici infortuni sul lavoro (lavoro che si rivela sempre più difficile e a volte umiliante), ma il risultato di una degenerazione dei valori e di un crescente rancore verso chi interviene in difesa dei più deboli e della legalità".
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Di Admin (del 27/03/2008 @ 21:13:34, in Carabinieri, linkato 370 volte)
«Unità speciale» è il nome della nuova serie di fumetti «in giallo» che la rivista «Il Carabiniere» lancia in occasione dell’apertura della 15ma edizione di «Cartoomics» (Salone del Fumetto, dei Cartoons, del Collezionismo e dei Games - ed. 2008).
L’iniziativa nasce dalla collaborazione fra «Eura editoriale» di Roma e il periodico dell’Arma e sarà presentata domani, presso la sede di Fieramilanocity.
«Unità speciale» avrà come tema le indagini di un affiatato gruppo di carabinieri impegnati nella lotta al crimine organizzato su scala mondiale. Il fumetto, un monografico mensile di circa 100 pagine in bianco e nero, sarà distribuito in edicola a partire dalla prossima estate e pubblicato appunto dall’Eura, editrice anche di periodici come Lanciostory e Skorpio e che annovera fra i personaggi lanciati molto amati dal pubblico, Dago, John Doe, Martin Hel, Nippur, Gilgamesh e Amanda.
Il protagonista di Unità speciale è il tenente Raffaele Ranieri, giovane cresciuto a Napoli, di madre argentina, che nel primo episodio vedremo uscire dalla Scuola Ufficiali di Roma diretto alla sua prima sede di servizio, in Sicilia, e in seguito andrà a dirigere una struttura investigativa specializzata, in cui entreranno altri simpatici personaggi.
L’inizitiva sarà illustrata da Enzo Martino e Sergio Loss, rispettivametne direttore commerciale ed editoriale dell’Eura e da Roberto Riccardi, direttore de «Il Carabiniere». La serie sarà raccontata nelle sue linee essenziali dai due autori: la scrittrice Cinzia Tani (all’attivo i best-seller Assassine, Coppie assassine e Nero di Londra, in libreria la sua ultima fatica letteraria, Sole e ombra) e il regista e sceneggiatore Massimo Guglielmi.
Con l’occasione, verrà rilanciata l’iniziativa «Carbinieri in Giallo», concorso letterario promosso dalla rivista dell’Arma: il termine di presentazione dei racconti da parte di aspiranti «giallisti» è fissato quest’anno al 15 maggio. La giuria che dovrà giudicare gli elaborati, è composta, fra gli altri, dal magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo, autore «Romanzo criminale», il produttore Carlo Degli Esposti, responsabile della «Palomar» (Il commissario Montalbano, Perlasca), Federica Sciarelli, giornalista e conduttrice di «Chi l?ha visto?», Laura Toscano, autrice cara all’Arma per l’ideazione del mitico Maresciallo Rocca, Giovanni Bianconi e Massimo Lugli, inviati del «Corriere della Sera» e di «Repubblica».
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Di Admin (del 29/02/2008 @ 14:42:05, in Carabinieri, linkato 218 volte)
From:
To: webmaster@forzepolizia.org
Sent: Thursday, February 28, 2008 11:19 PM
Subject: "Diversamente abili" nelle Forze di Polizia
 
Salve,
qui di seguito riporto una mia lettera pubblicata su il messaggero.it con la quale richiedo l’inserimento dei disabili nelle Forze di Polizia come previsto dalla Legge e, ad oggi pubblicato. Purtroppo non è facile portare avanti una simile iniziativa, sono ben otto gli anni con cui porto avanti questa mia “battaglia” e, vi chiedo cortesemente di pubblicare la parte in corsivo così come pubblicata da “Il Messaggero” e senza riportare e-mail o cognome.
Il passaparola è la migliore pubblicità e spero che voi possiate e vogliate aiutarmi a realizzare un Sogno.
 
In attesa di un Vostro cortese riscontro cordiali saluti,
 
Antonio
 
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
 
Salve, sin da piccolo ho sempre avuto un Sogno che purtroppo ad oggi le istituzioni mi vietano, asserendo che manca la legge affinché il mio Sogno possa realizzarsi. Mi chiamo Antonio e, sono di Milano. Sono paraplegico e quindi in carrozzina ed il mio più grande Sogno è essere Carabiniere. Sono otto anni che scrivo a destra e a manca con la speranza che qualcuno ascolti la mia richiesta. Dopo tanto cercare ho scovato una Legge n.68 del 1999 che permette l'inserimento dei disabili nelle Forze di Polizia in ambito amministrativo; detta Legge viene attualmente inserita in alcuni bandi concorsuali per Polizia Locale/Municipale. Dopo consultazioni con esperti in legge mi è stato confermato che non si tratta solo della Polizia Locale/Municipale ma esteso a tutte le Forze di Polizia ed il mancato inseirmento contravviene anzi agli art. 3 e 4 della Costituzione Italiana.
 
Conoscenti hanno creato una Petizione on line che nonostante non abbia valenza legale abbia quantomeno il tentativo di smuovere le acque e far sì che anche ai "diversamente abili" sia dato ciò che gli spetta. Scrivo a Voi anche in seguito all'articolo pubblicato venerdì 1 febbraio in prima pagina sul quotidiano gratuito Leggo il cui titolo: "I carabinieri chiedono aiuto" dove si evince una richiesta da parte del Generale Siazzu (massimo esponente dell'arma dei Carabineri) di ben seimila uomini, mi aiuti a far sì che quei seimila possano esserci e che questi siano anche diversamente abili.
 
Conscio che non potrei andare di pattuglia, conservo da sempre un Sogno nel Sogno e cioè entrare nell'Arma magari entrarvi nei R.I.S., completamente diverso dalla fiction, dove potrei abbinare l'indagine investigativa come esperto d'informatica attraverso il lavoro di squadra in laboratorio e quindi senza l'obbligo di utilizzo degli arti inferiori... il bicchiere non è mai mezzo vuoto ma sempre mezzo pieno Sò bene che forse non realizzerò questo sogno ma ho deciso di tentarci comunque e non vivere di rimorsi... il mio futuro potrebbe continuare ad essere ciò che è ora il presente ed andrebbe bene lo stesso, senza remore... con la differenza che... ci avrei provato
 
Spero che tanti firmino (la Petizione è qui sotto riportata con relativo link) e non perché sia giusto o meno che i "diversamente abili" facciano parte dell'Arma o altre Forze di Polizia (anche se secondo me lo è e, la legge lo prevede ribadendo tra l'altro "in ambito amministrativo") ma perchè adesso come adesso, si nega ad un "diversamente abile" di godere di un suo diritto e dato che in tutte le aule dei Tribunali campeggia la scritta: "La Legge è uguale per tutti"... dimostriamolo firmando e divulgando così che.... una Legge che c'è non venga ancora ignorata... anche se non ha valenza legale per essere "ascoltata" avrà bisogno di qualche migliaia di firme e questo... è già un paradosso perchè la Petizione non dovrebbe nemmeno esserci...ma semplicemente... rispettata la legge...
 
Spero Voi possiate e vogliate fare qualcosa, sia a livello personale che pubblicizzandola… purtroppo ad oggi le porte sono sempre state chiuse e qualora lo foste… vi chiedo di firmare e divulgare la petizione… il passaparola è la migliore pubblicità... il link è il seguente
 
Salve e grazie qualsiasi cosa decidiate
 
Antonio
 
(24 febbraio 2008)
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Di Admin (del 03/02/2008 @ 11:35:09, in Polizia, linkato 199 volte)
Filippo Raciti un anno dopo. Catania ricorda il suo ispettore capo di polizia, ucciso durante i disordini esplosi in occasione del derby Catania-Palermo del 2 febbraio dell’anno scorso. Il capo della polizia, Antonio Manganelli scoperto una scultura nello stadio «Angelo Massimino». Una lunga giornata contrassegnata anche da una messa solenne in Cattedrale, dal torneo di calcio per bambini da 5 a 12 anni e da un concerto nel teatro «Bellini».
Poi il capo della polizia scoprirà in questura una targa che ricorda i poliziotti morti in servizio e deporrà una corona di fiori nel cimitero in cui Raciti è sepolto. Da piazza Verga partirà un corteo degli «Amici del reparto celere» che raggiungerà la sede della polizia, in corso Italia. In serata, infine, gran concerto al «Bellini»: l’orchestra del teatro, diretta da Stefano Ranzani, eseguirà musiche di Ludwing van Beethoven e l’ouverture del Coriolano e la sinfonia Eroica.
Indagini: due gli indagati
Sul fronte delle indagini sono due le persone indagate per la morte di Filippo Raciti: un minorenne all’epoca dei fatti, Antonino Speziale, che oggi ha 18 anni, e un maggiorenne del quale non sono state rese note le generalità, la cui posizione è al vaglio della magistratura. Secondo l’accusa sarebbero stati loro a colpire con un sottolavello in alluminio l’ispettore Raciti all’ingresso della Curva Nord dello stadio, procurandogli la lesione al fegato che avrebbe poi causato l’emorragia interna mortale.
La vedova: "Non c'è perdono per gli assassini"
«I miei sentimenti nei confronti di chi ha ucciso mio marito non sono cambiati: non c’è perdono. Mi piacerebbe un domani poterlo dire se vedessi del pentimento da parte degli assassini, ma questo fino ad oggi non è avvenuto e io non riesco assolutamente a perdonare». Lo ha affermato Marisa Grasso, vedova dell’ispettore Filippo Raciti, svelando, a un anno esatto dalla sua morte, una statua allo stadio Massimino che ricorda la tragedia del 2 febbraio 2007.
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Di Admin (del 03/02/2008 @ 11:17:58, in Polizia, linkato 163 volte)
From: alessia gatti
To: webmaster@forzepolizia.org
Sent: Saturday, February 02, 2008 11:20 PM
Subject: Una poesia per Filippo Raciti
 
Carissimi
sono una ragazza appassionata per la Polizia..Vi ammiro tantissimo e Vi ringrazio di cuore per tutto quello che fate per noi!!!!
Un mese fa circa ho scritto e dedicato una poesia al povero e Grande Eroe Ispettore Capo Filippo Raciti..spero sia di Vostro gradimento e colgo l'occasione per esprimere la mia più sincera vicinanza alla Sua famiglia..
scusate se vi arrivano due mie mail da due indirizzi di posta diversi ma non ho capito se Vi è arrivata l'altra..
                UNA POESIA PER FILIPPO RACITI
è appena cominciato il mese di febbraio
le giornate sono ancora fredde e diventa buio presto
anche se a poco a poco si allungano.
Mi affaccio alla finestra e le stelle appaiono in cielo,
che belle le stelle,sparse nell'immenso Universo
ci mostrano le meraviglie del Creato.
Una Stella però si fà notare più di tutte le altre,
attira molto la sua luminosità che prima non c'era mai stata.
Accendo la tv e immediatamente purtroppo
ne comprendo il motivo:
un Angelo in Divisa Blu è appena volato in Cielo.
A rapire la sua giovane Vita
è stato un delinquente che non capisce e mai capirà
niente della Vita,quella vera,fatta di sacrifici.
non sa cosa vuol dire
rischiare ogni giorno la propria Vita
per difendere e proteggere la vita di tutti i cittadini.
non sa cosa vuol dire
perdere un Padre e un Marito meraviglioso
che ogni giorno ti dona sostegno e forza
per andare avanti in questa vita talvolta tanto ingiusta e crudele.
non sa cosa vuol dire
perdere un Collega e un Amico sempre disponibile
e capace di incoraggiarti a proseguire nei momenti di difficoltà
in questo bellissimo Lavoro.
 
Grazie di cuore per tutto quello che hai fatto per noi
carissimo Ispettore Capo Filippo Raciti;
purtroppo non ho avuto l'Onore e il Piacere di conoscerti
ma sei sempre con noi e nei nostri cuori.
E grazie di cuore a tutti Voi,Eroi in Divisa,
per sempre con Voi e per Voi.
Vi voglio bene.
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Di Admin (del 27/01/2008 @ 21:31:20, in Carabinieri, linkato 483 volte)
Codigoro. Non si ferma all’alt dei carabinieri e prosegue in macchina verso casa. Anche dopo che ha sentito le sirene avvicinarsi e la pattuglia dei militari che lo inseguiva, G.A, 34enne di Pontemaodino, ha raggiunto la sua abitazione ed è sceso dall’auto diretto verso l’ingresso.
Erano le 2.50 di ieri notte quando a Codigoro i militari della radiomobile, nel corso delle attività di controllo del territorio intimano al conducente di fermarsi. Qui scatta l’inseguimento, terminato a Pontemaudino. Dopo l’identificazione gli uomini dell’Arma rilevano il grave stato di alterazione psico-fisica dell’uomo, dovuta con ogni probabilità a un eccesso di alcol. Di fronte alla richiesta di sottoporsi all’etilometro, però, G.A. aggredisce i militari con calci e pugni. In seguito poi all’intervento dei carabinieri della stazione di Mesola e di Codigoro, il 34enne è stato arrestato in flagranza di reato. Ora dovrà rispondere di violenza, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e rifiuto sottoporsi al test etilico.
I due militari della radiomobile sono stati medicati presso l’ospedale del Delta di Lagosanto, dove gli hanno riscontrato traumi contusivi giudicati guaribili in 10 e 5 giorni. Anche l’arrestato è stato medicato per leggere contusioni. per lui appena 2 giorni di prognosi.
Al termine delle formalità di rito è stato condotto nel carcere di Ferrara, a disposizione della autorità giudiziaria.
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