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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Mentre la polizia viaggia in Lamborghini, sarà la Lotus Evora la prossima vettura impiegata dai carabinieri. La supercar inglese si distingue per le sue prestazioni: velocità oltre i 270 km/h, potenza di 350 cv. L’auto verrà impiegata in missioni particolari, come il trasporto di organi e la sorveglianza dei tratti autostradali. Sul mercato anche con il cambio sequenziale, la supersportiva sarà consegnata ai militari la prossima settimana da un dirigente della casa costruttrice. Le macchine in dotazione all’arma dei carabinieri non sono state sempre dei bolidi,prima di arrivare alle mitiche Alfa Romeo tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta, i militari si sono dovuti accontentare di guidare vetture dalle prestazioni modeste. La prima automobile per gli uomini in divisa è stata la Balilla, una scelta dettata dal prezzo e dal consumo modesto, nonché dalla semplicità delle caratteristiche tecniche. Fino agli anni cinquanta diverse macchine si sono susseguite alla Balilla, ma quando la Fiat lanciò sul mercato la Campagnola, i carabinieri la impiegarono in sostituzione della Jeep, lasciata dagli americani al nostro esercito. La Campagnola caratterizzata soprattutto dall’agilità e dalla robustezza, si adattava brillantemente ai percorsi dissestati del dopoguerra. L’era dell’Alfa Romeo ebbe il suo apice negli anni settanta, il periodo degli “anni di piombo”, dove occorrevano dei mezzi dalle prestazioni elevati per contrastare la malavita organizzata. Da quel periodo ad oggi è stato un avvicendarsi di modelli della casa del biscione, intervallati da qualche Fiat e da alcune Toyota. http://www.tuttomotoriweb.com
Di Admin (del 21/06/2011 @ 22:40:33, in Varie, linkato 821 volte)

ALTO POTENZIALE srl è Ente di Formazione accreditato dalla Regione Lombardia per erogare servizi di formazione attraverso il sistema DOTE.
Attraverso il sistema Dote la Regione Lombardia consente, ai cittadini residenti nella Regione che ne abbiano le caratteristiche, di partecipare a corsi di formazione gratuiti.
Con la Dote Operatori delle Forze di Polizia (D.D.U.O. 4443 del 17/05/2011) è possibile partecipare a corsi di formazione gratuiti nell’area delle lingue straniere e della comunicazione anche per partecipare positivamente all'accoglienza e all'accompagnamento dei visitatori stranieri in occasione di Expo 2015.
L’obiettivo è di sostenere il rafforzamento delle competenze linguistiche e di interazione con la popolazione straniera da parte degli operatori delle Forze di Polizia.
Le persone interessate potranno partecipare al corso previa autorizzazione rilasciata dal Comando di riferimento. La Dote è riservata agli operatori di: Polizia di stato, Corpo Forestale dello Stato, Corpo di Polizia Penitenziaria, Arma dei Carabinieri, Corpo della Guardia di Finanzia.
ALTO POTENZIALE organizza i corsi presso la sede di Milano, via Melchiorre Gioia 70 (MM Sondrio) e la sede di Bergamo, in via Gambirasio 55, oppure presso una struttura indicata dal Comando.
Crea corsi su misura delle esigenze dei partecipanti, in base alle richieste, personalizzati in termini di contenuti e orari.
I corsi sono gratuiti, perché finanziati dalla Regione.
Tra i nostri corsi:
CORSO di LINGUA INGLESE: Livello base, intermedio, avanzato. (35 ore a livello)
CORSO di LINGUA SPAGNOLA Livello base, intermedio, avanzato. (35 ore a livello)
CORSI di ALTRE LINGUE – tedesco, francese, arabo, giapponese, cinese- (35 ore a livello)
CORSO di COMUNICAZIONE INTERCULTURALE (35 ore)
CORSO di COMUNICAZIONE (35 ore)
Ogni Operatore delle Forze dell’ordine può usufruire di 1000€ per un massimo di 75 ore.
Le iscrizioni si effettueranno dal 28 giugno 2011 con bando aperto fino ad esaurimento fondi.
Per maggiori informazioni
luisa.galbiati@altopotenziale.com
tel. 02 97687981
www.altopotenziale.com
(Il Tempo) - In arrivo quattro nuove caserme dei carabinieri.
Al Trullo, Trigoria, Tor Tre Teste e San Vittorino Romano (da potenziare}. Lo ha annunciato ieri il comandante provinciale Maurizio Detalmo Mezzavilla in occasione della visita del sindaco di Roma Gianni Alemanno nella sede del Comando a piazza San Lorenzo in Lucina. L'idea non è nuova. Rientra in un piano già varato dall'Arma che prevede un potenziamento della presenza dei militari nelle zone della città dove è aumentata la concentrazione demografica, di attività commerciali e quindi è cresciuta anche la richiesta di sicurezza. La nuove sedi ospiteranno comandi di stazione, quella a Tor Tre Teste invece ospiterà il Nucleo Radiomobile oggi sulla Casilina. La visita dei sindaco è stata l'occasione anche per fare il punto sulla sicurezza nella Capitale alla vigilia del periodo natalizio, una grande fiera dei consumo, appuntamento da non perdere pure per i malintenzionati. Alla presenza dei comandanti di Reparto operativo, Nucleo investigativo di via In Selci e i Gruppi di Roma, Frascati e Ostia, il colonnello Mezzavilla ha illustrato i dettagli del piano denominato «Foxstrot», La manovra consiste nell'incremento dei presidi nelle aree turistiche e commerciali (per esempio Colosseo e piazza dei Cinquecento) e in un maggiore controllo degli esercizi definiti «a rischio», come le farmacie, particolarmente bersagliate dai rapinatori. Ma non solo quelli. Proprio ieri il Nucleo radiomobile del colonnello Mauro Conte ha arrestato quattro persone per furti e rapine: capi di abbigliamento in un centro commerciale di via dei Prati Fiscali, altri vestiti in un esercizio a via Cola di Rienzo, e un tentativo di scasso in una tabaccheria di piazza Sabaudia. Il piano Foxstrot va oltre. Prevede un potenziamento dei carabinieri di quartiere e dei militari provenienti dai battaglioni mobili. Argomento questo che ha dato lo spunto ad Alemanno per richiamare il terzo Patto per Roma Sicura. «Ho parlato anche con la Polverini - ha spiegato - e siamo pronti ad avviare un tavolo che prepari da qui a dicembre, prima dei bilanci comunali, la relazione di questo Piano». Riguardo alle novità, il sindaco ha detto: «Ci sarà una fase diversa di approccio per il piano nomadi. Se tre anni fa c'era da avviarlo, ora dobbiamo stabilizzarlo dal punto di vista della sicurezza, oltre che sul versante sociale, e fare in modo che i campi regolari siano sicuri. Bisogna poi continuare il lavoro di integrazione sul territorio contro ogni forma di illegalità e abusivismo. Infine ci deve essere - ha concluso. - una grande attenzione fuori dal confine del Comune, dove noi non possiamo arrivare. Penso all'aeroporto di Fiumicino. Questo per fare in modo che chi arrivi a Roma abbia subito la percezione giusta della sicurezza nella nostra città».

Siena. Nei giorni scorsi, purtroppo, la casa reclusione di San Gimignano è tornata alla ribalta dell’opinione pubblica per un tentativo di evasione di un detenuto, che grazie al pronto intervento del personale di Polizia penitenziaria è stato evitato. Ma la situazione operativa ed organizzativa della casa di reclusione rimane drammatica. A fronte di un sovraffollamento detenuti che complica enormemente lo sviluppo di ogni attività, sia quelle legate alla sicurezza che quelle utili a processi riabilitativi/rieducativi, con un dato consolidato di circa 410 presenze detenuti giornaliere, si devono fare i conti con una grave carenza di personale di Polizia penitenziaria che anche in occasione del prossimo piano di mobilità nazionale vedrà l’istituto di San Gimignano perdere ulteriori tre unità. L’anno scorso, dopo le proteste e le manifestazioni del personale, giunto fino ad incatenarsi all’esterno delle recinzioni del carcere. Tutto veniva legato al termine dei corsi di formazione per i nuovi agenti assunti e del piano di mobilità di cui sopra accennato. In attesa vennero assegnati in missione da altre regioni, dieci o quindici persone che – fino ad oggi – sono rimaste a San Gimignano in attesa dei movimenti assicurati. Invece la realtà è quella appena descritta: il personale inviato provvisoriamente ha terminato il periodo di missione a San Gimignano e rientrerà nelle proprie Sedi di provenienza, dalle scuole e dalla mobilità arriveranno otto unità mentre partiranno per trasferimento ad altri istituti undici unità di Polizia penitenziaria. La situazione nel carcere di Ranza, quindi, non è affatto confortante. E i numeri lo dimostrano. Sono circa 410 detenuti presenti (di questi almeno 120 in regime di alta aicurezza) a fronte di una capienza tollerabile, indicata di 217 posti. Con 134 unità di Polizia penitenziaria effettivamente presenti a fronte di 233 unità previste dal decreto ministeriale del 2001 (decreto sottostimato e mai condiviso dal sindacato). A questo si aggiungono i problemi derivanti dalle ridotte assegnazioni di fondi economici che hanno rallentato (in taluni casi bloccato) anche le opere di ordinaria manutenzione dello stabile, oltre genericamente aver ridotto le varie indispensabili attività interne, sia lavorative che ricreative, risocializzanti e culturali. Una deriva iniziata a San Gimignano già dal 2006, dopo che con l’uscita per pensionamento del direttore del carcere, ha visto il dipartimento non assegnare più un direttore alla casa di reclusione, affidandone la gestione ad incarichi temporanei – spesso di mese in mese – a dirigenti di altri istituti penitenziari che chiaramente non potevano portare avanti un progetto di rilancio, progetto che ha bisogno di un periodo medio lungo per concretizzarsi positivamente. Questo basta per comprendere il grande merito del personale di San Gimignano, sia di Polizia penitenziaria che di quello delle altre aree professionali, che ha dato quanto era possibile. "Adesso però è tempo di intervenire - ha concluso Fabrizio Ciuffini, segretario generale della Cisl Fns- ed è per questo che chiediamo alla dottoressa Giuffrida di rendersi protagonista di una seria riflessione, intervenendo sul dipartimento centrale che non può, come in questa occasione del piano di mobilità del personale, smentire gli impegni assunti l’anno scorso e lasciando San Gimignano in queste condizioni. La nostra segreteria territoriale Fns di Siena ha già proclamato lo stato di agitazione del personale di Polizia penitenziaria e si dichiara pronta ad intraprendere nuove azioni di protesta perché così non si può andare avanti. In questa scelta la segreteria regionale Cisl Fns della Toscana si schiera a fianco delle colleghe e dei colleghi di San Gimignano ed attende di conoscere quali iniziative saranno intraprese a fronte del problema".
Fonte: www.toscananews24.it
Di Admin (del 24/11/2010 @ 10:01:19, in Polizia, linkato 1117 volte)

Il Salone di Essen, che aprirà i battenti il prossimo fine settimana, detiene presenta come ogni edizione le ultime novità e concept car che si affaciano sulla scena tuning, con un occhio di riguardo - e non poteva essere divrsamente - per quella tedesca.
Ed è proprio un elaboratore tedesco ad aver annunciato una delle novità più interessanti. Bilstein ha infatti dedicato le proprie attenzioni alla piccola 500 dello Scorpione realizzando un (ipotetica) versione speciale dedicata alle forze dell'ordine italiane: la 500 Abarth Polizia
Ciò che salta subito all'occhio è la livrea azzurra e bianca che richiama quella ufficiale.Il pacchetto proposto da Bilstein per la "scorpioncina"comprende un assetto regolabile realizzato appositamente, in modo da conferire alla 500 Abarth un aspetto ancora più sportivo.
Non è stato specificato se l'elaborazione abbia riguardato anche la parte meccanica, in maniera da far guadagnare alla vettura ulteriore potenza rispetto ai 135 CV offerti dal 1.4 T-jet turbocompresso, oppure se le doti prestazionali di serie (205 km/h la velocità massima, l'accelerazione da 0 a 100 in 7,9 secondi) siano state giudicate più che sufficienti.
Dalle immagini in anteprima, tuttavia, si nota che sono stati modificati i cerchi: la Bilstein, infatti, ha optato per gli OZ con il canale da 7" e diametro da 17" che equipaggiano le 500 Trofeo impiegate nell'omonimo campionato monomarca in pista e nei rally.
La 500 Abarth Polizia non è (ovviamente) in vendita, almeno non lo è in questa livrea.
www.motori.it
Di Admin (del 24/11/2010 @ 09:36:50, in Sicurezza, linkato 2046 volte)

L'Istat è stato rassicurante, diffondendo dati su reati, vittime e percezione della sicurezza, nell'ambito dell'Annuario statistico italiano 2010. Infatti, sono diminuiti un po' tutti i reati: furti nella prima casa, di auto, di oggetti dai veicoli, di animali. Ma la possibilità di essere vittima di un furto o di un'aggressione rimane sempre. Il modo migliore per prevenirli, è conoscere le abitudini dei criminali ed evitare di ficcarsi nelle situazioni a rischio.
L'orario. Il 60 per cento delle aggressioni e il 48,5 per cento delle rapine vengono commesse di sera, dopo le 18 o nelle prime ore della mattina. La sera e la notte sono le ore privilegiate per compiere anche i furti di auto o di camion (63,6 per cento) e delle rispettive parti (62 per cento); avviene invece di giorno una quota altissima dei borseggi (75,7 per cento), dei furti senza contatto (64 per cento), degli scippi (64,5 per cento) e dei furti di biciclette (50,7 per cento).
I luoghi. Per le vittime di scippo, le strade e le piazze sono i luoghi più rischiosi (68,4 per cento); mentre l’autobus (33,3 per cento) e i mercati (in generale i luoghi caratterizzati dalla folla - 20,8 per cento) lo sono per i borseggi, nei quali i malviventi approfittano dei momenti di distrazione delle vittime (26,1 per cento) e della folla (25,3 per cento); scuole e luoghi di lavoro (43,6 per cento) o luoghi di divertimento (28,8 per cento) per i furti di oggetti personali; ancora le strade (52,3 per cento) ma anche i posteggi e i garage (25,2 per cento) lo sono per le rapine. Tra le mura di una abitazione si verificano di più le minacce (39,9 per cento) e in parte le aggressioni (11,5 per cento).
La casa. I sistemi di allarme e le porte blindate sono efficaci fino ad un certo punto. La maggior parte dei ladri, infatti, entrano furtivi non scassinando o forzando porte e finestre, ma con raggiri (10,6 per cento), o approfittando della distrazione dei padroni di casa (42,6 per cento) o del fatto che sia particolarmente semplice aprire la porta di ingresso (5,1 per cento) e, nel 66 per cento degli episodi, in casa non vi è nessuno al momento del furto
Difendersi dai furti
Difendersi dai furti rendendo la casa in cui viviamo più sicura, ci consente di vivere sereni al suo interno e più tranquilli quando siamo fuori. Adottando semplici ma importantissime precauzioni, si può tentare di evitare visite indesiderate. Ecco alcuni suggerimenti utili
- accertiamoci che la porta sia sicura; la scelta migliore è una porta blindata con lo spioncino
- le finestre è meglio che siano dotate di maniglie con serratura, cerniere ben salde e inferriate
- se è possibile installiamo un sistema di antifurto elettronico collegato con i numeri di emergenza
- non teniamo in casa grosse somme di denaro, gioielli e altri oggetti di valore; in caso contrario riponiamoli in una cassaforte che dovrebbe essere murata in un punto ben nascosto dell’appartamento
- se si è in casa mettere la catena di sicurezza alla porta e prima di aprire è bene guardare dallo spioncino per accertarsi dell’identità di chi è fuori
- se abbiamo bisogno di una copia delle chiavi di casa rivolgiamoci ad un ferramenta di fiducia ed evitiamo di scrivere nome ed indirizzo sul portachiavi
- se perdiamo le chiavi, cambiamo subito la serratura
- non aprire la porta a sconosciuti anche se vestono un uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità
- non mandiamo i bambini ad aprire la porta
- anche se viviamo soli, sulla segreteria telefonica registriamo sempre il messaggio al plurale; la forma migliore è: "in questo momento non possiamo rispondere"
- quando usciamo di casa chiudiamo sempre la porta a chiave e non nascondiamo le chiavi all’esterno
- se ci si assenta per lunghi periodi, non farlo sapere ad estranei, ma informare i vicini, chiedendogli di tenere d’occhio l’abitazione
- non lasciamo detto sulla segreteria telefonica per quanto tempo saremo assenti
- non far accumulare la posta nella cassetta delle lettere, indica una prolungata assenza; chiedere ai vicini di ritirarla
- se si ricevono spesso telefonate anonime, prestargli attenzione, potrebbe essere un modo per controllare quando in casa non c’è nessuno
Se nonostante tutto, tornando a casa troviamo la porta aperta o manomessa, non entriamo, il ladro potrebbe essere ancora dentro, chiamiamo subito il 113 o 112.
Bergamo torna ad essere al centro del dibattito sempre più attuale sui problemi della sicurezza urbana e sulle possibili risposte che le amministrazioni locali devono dare alle continue richieste dei cittadini, facendo i conti con difficoltà economiche e carenze di organici. Parliamo del congresso «Urban Police» che per il settimo anno consecutivo la rivista mensile «La Voce dei Vigili Urbani» ha organizzato nella Città dei Mille sotto il patrocinio di Regione Lombardia e Comune di Bergamo, nei giorni 25-26 novembre alla Fiera della Città dei Mille. La manifestazione di quest'anno prevede oltre 80 relatori e docenti tra i più qualificati del settore che approfondiranno tutte le materie di competenza della categoria: ambiente, codice della strada, commercio, edilizia, gestione del personale, sicurezza stradale, sicurezza urbana e molto altro; con un occhio di riguardo ai nuovi ambiti di intervento che sempre più vedono coinvolta la Polizia locale, come le frodi alimentari o la tutela del decoro urbano. Circa 3500 i Comandanti, gli ufficiali e gli operatori che saranno presenti all'incontro, provenienti da tutta Italia: dalla Sicilia al Friuli, dalla Puglia alla Valle d'Aosta. Numerose sono le prenotazioni di accredito alla manifestazione giunte alla segreteria da parte di Sindaci provenienti da varie parti d'Italia, che interverranno al dibattito riguardante la nuova legge Tremonti che consente alle amministrazioni comunali di finanziare acquisti di strumentazioni e mezzi tramite leasing, ovviando così alle attuali ristrettezze di spese imposte dai Patti di stabilità. Questa manifestazione dimostra anche con presenze significative la sinergia in atto tra le varie Forze di Polizia. Infatti nel padiglione di 6500 mq riservato agli espositori saranno presentate da Carabinieri e Polizia stradale mezzi e tecnologie da essi utilizzate per la gestione dei territori. Un centinaio di aziende mostreranno le ultime novità relative a strumentazioni, tecnologie, abbigliamento professionale, automezzi, servizi e tutto quanto può servire a qualificare sempre più l'attività operativa. Vi saranno inoltre aree riservate alle associazioni e sindacati di categoria che con loro rappresentanti intratterranno i visitatori su quanto da loro svolto per favorire la crescita professionale della Polizia locale. Non mancheranno le presenze di delegazioni estere da Gran Bretagna, Repubblica di San Marino, Romania, Spagna, Svizzera, che giungeranno appositamente per apprendere i metodi organizzativi svolti dalla nostra Polizia locale per i controlli della viabilità. Fonte: www.ecodibergamo.it
Di Admin (del 23/11/2010 @ 11:31:40, in Sicurezza, linkato 2438 volte)

Il tono è più o meno lo stesso per tutti i commenti raccolti a caldo tra i rappresentanti delle organizzazioni di entrambi gli orientamenti politici. Non è piaciuta soprattutto la difesa della Lega da parte di un ministro che dovrebbe opporsi ai tagli alle forze dell'ordine
Il ministro dell'Interno a Vieni via con me ha suscitato critiche bipartisan da parte dei sindacati di polizia. Per le associazioni sindacali, Roberto Maroni alla trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano non ha detto nulla di nuovo rispetto alla linea seguita in questi due anni di governo. In compenso, non è piaciuta la difesa d'ufficio della Lega Nord da parte del titolare del Viminale il quale, secondo i sindacati, avrebbe dovuto difendere con la stessa veemenza, in qualità di ministro, le forze dell'ordine dai tagli del governo. Ecco i commenti dei segretari dei principali sindacati di polizia di entrambi gli orientamenti politici raccolte a caldo, subito dopo l'intervento di Maroni alla trasmissione di RaiTre. Enzo Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia. "Ringraziamo il ministro Maroni per gli elogi alle forze dell'ordine. Tuttavia non siamo d'accordo con il suo modello federale della polizia per combattere le mafie. I nostri studi hanno evidenziato che la polizia locale, poiché subisce le pressioni degli amministratori, perde indipendenza, imparzialità e terzietà. Se la polizia non è forte e autonoma dalla pubblica amministrazione, rischia di "non controllare" eventuali comportamenti corruttivi dei pubblici amministratori che rappresentano la gran parte delle cause degli scioglimenti dei comuni per infiltrazioni mafiose. Se oggi, con una polizia forte e autonoma, non è stato concesso dal governo lo scioglimento del comune di Fondi richiesto dallo stesso ministro Maroni, figuriamoci che cosa potrà succedere nel caso in cui la polizia sarà alle dipendenze di amministrazioni colluse con le mafie. Non si arriverà neppure alle richieste di scioglimento". Filippo Girella, segretario nazionale Ugl (area centrodestra). "Gli arresti sono merito dei poliziotti e dei carabinieri grazie al loro spirito di responsabilità e sacrificio, nonostante le sempre più esigue risorse messe a disposizione dal governo. Ieri sera il ministro ha avuto il buon senso di riconoscere (contrariamente a quanto ha sempre fatto), che quegli arresti non sono merito del governo ma delle polizie. A proposito della lotta alla mafia, dal ministro gradirei però in futuro sentir parlare di misure che garantiscano la certezza della pena. Gradirei sentir parlare di misure legislative che consentano a polizia e carabinieri di continuare a fare indagini senza avere limitazioni alle intercettazioni. Gradirei che il ministro proponesse l'adozione di sgravi fiscali per finanziare la produttività delle forze dell'ordine. Visto che gli stipendi non ce li possono aumentare, che almeno ci concedano sgravi fiscali a riconoscimento dei grandi meriti da loro stessi riconosciuti nella lotta alla mafia". Claudio Giardullo, segretario nazionale Silp-Cgil. "La caccia ai latitanti è ovviamente un'attività fondamentale nel contrasto all'attività mafiosa. Si deve però sapere che se dovesse essere promosso per meriti straordinari qualcuno di quei poliziotti che hanno arrestato il boss della camorra Iovine, prenderebbe solo una qualifica sulla carta. Ma non percepirebbe alcun trattamentto economico perché la Finanziaria di quest'anno ha tagliato i fondi per i premi. Se arrivasse quella promozione, sarebbe poco più che una beffa. La caccia ai latitanti sbandierata da Maroni è un'attività fondamentale, ma non l'unica: le mafie sono ormai delle holding e per quanto in difficoltà, riescono sempre a sostituire il boss-amministratore delegato che finisce in carcere. Accanto alla caccia ai superlatitanti andrebbe anche fatto il contrasto al loro radicamento nel territorio. Il piano straordinario contro la mafia di quest'estate contiene ottime norme come quelle sulla tracciabilità dei flussi finanziari, ma ha l'enorme limite che non prevede alcun potenziamento degli apparati delle forze dell'ordine. La lotta alla mafia non è solo una questione di norme. Il merito di Saviano è di aver interrotto la tendenza della rimozione della mafia al Nord dove la questione sicurezza è relegata al mero controllo del territorio. Dalle inchieste emerge invece un enorme problema di mafia anche nel Settentrione". Franco Maccari, Coisp (area centrodestra). "Maroni che c... è andato a dire di nuovo? Mi spiace dirlo perché lo ritengo un uomo di spessore, purtroppo, però, da due anni continua a ripetere sempre la stessa tiritera trita e ritrita degli arresti dei latitanti. Ma come ha detto il procuratore di Reggio Calabria Gratteri, quei risultati vengono grazie ad anni di indagini. Anzi, la dico tutta: questo governo di leggi che servano all'operatività delle polizie non ne ha fatta mezza. A noi poliziotti non ci ha aiutato per nulla. Forse un aiuto arriverà un domani quando sarà disponibile il fondo di soldi sequestrati alla mafia, soldi propagandati dal governo come gli aerei di Mussolini. A oggi non è stato impiegato un solo euro di quel fondo, però hanno creato le strutture che li gestiranno. Concludo con una battuta: se Maroni vorrà essere al cento per cento ricordato come un grande ministro, dovrà farsi ascoltare dal resto del governo. In questi due anni a tal proposito ha fallito su tutta la linea. Voglio ricordargli che gli arresti li facciamo noi, con i nostri sacrifici, mentre il governo propone leggi vergogna che ci impediranno di fare intercettazioni". Felice Romano, segretario generale Siulp. "Rispetto alle roboanti premesse sullo scontro Saviano-Maroni, ho preso atto con molto piacere che il ministro ha rispettato il suo ruolo istituzionale. Ho preso atto altresì della foga con la quale ha difeso il suo partito da quelle che riteneva accuse infondate. Quando ha parlato della vittoria dello Stato, però, mi sarei aspettato che con la stessa fermezza con la quale ha difeso la Lega avesse difeso anche le forze dell'ordine dai tagli disastrosi e devastanti che questo governo sta facendo. Al di là della presunta panacea del Fondo unico giustizia, la realtà è che l'esecutivo è impegnato nel ridurre risorse alle polizie e quindi alla sicurezza del Paese. Stiano tranquilli però sia Maroni sia il ministro della Giustizia Alfano, perché i poliziotti, che il governo cada o no, continueranno ad arrestare i latitanti e i mafiosi fino a quando avranno almeno in tasca quei quattro soldi dello stipendio con il quale fino a oggi hanno anticipato la benzina e gli alberghi per poter catturare quei latitanti di cui ora tutti si vantano. Stiano tranquilli, perché, nonostante l'andazzo del governo, sembra che lo stipendio non sia ancora stato messo in discussione".

Di Admin (del 23/11/2010 @ 11:10:45, in Varie, linkato 506 volte)

In Emilia-Romagna cala il numero delle vittime, ma peggiora sensibilmente la percezione dell'ambiente circostante e degli episodi di criminalita'. E' quanto emerge dalla relazione Istat su "Reati e percezione della sicurezza" realizzata tra il 2008 e il 2009. Prima di questa, l'Istat aveva fatto altre indagini analoghe nel 1997-1998 e nel 2002. Al dossier si è arrivati intervistando telefonicamente un campione di 60mila individui (sopra i 14 anni) in Italia tra il 2008 e il 2009. Nell'indagine sono contenuti molti dati, ma l'Emilia-Romagna compare solo in pochi passaggi. La buona notizia e' che l'Emilia-Romagna "si segnala come la regione la cui percentuale di vittime, nel corso degli anni, scende al di sotto della media nazionale", mentre nelle altre regioni il numero di vittime di reati contro la persona (scippi, borseggi, furto di oggetti personali, rapine e aggressioni) rimane stabile. La cattiva notizia, invece, e' che, rispetto al 2002, in regione e' molto peggiorata la percezione dell'ambiente circostante: insomma, il peso della criminalita' e' stato accusato dagli emiliano-romagnoli e li ha portati a modificare le proprie abitudini di vita. Si legge infatti nel dossier: "Dal 2002 al 2008-2009 aumenta l'influenza della criminalita' sulle abitudini di vita dei cittadini, soprattutto per gli abitanti del Centro Italia. In Emilia-Romagna, in Toscana, nel Lazio e nelle Marche si nota un significativo peggioramento del modo di percepire l'ambiente circostante" mentre "un netto miglioramento emerge per chi vive nella provincia di Bolzano". Per quanto riguarda le tipologie di reato che piu' si rischiano in Emilia-Romagna, sembra quasi incredibile ma dalla relazione Istat risulta che da Piacenza a Rimini e' boom di furti di biciclette. Se al Sud si alza la possibilita' di essere presi di mira "per le rapine, gli scippi, le minacce, i furti dei veicoli e delle parti di veicoli", nel Centro-Nord, in generale, sono piu' frequenti "i furti di oggetti personali senza contatto, i borseggi e i furti nella prima casa, nonche' per i furti di biciclette". Per grandi titoli, riporta il dossier, la Campania e il Lazio sono colpite per tutti i tipi di reati; in Piemonte regnano borseggi, scippi e furti di oggetti personali; la Puglia e' segnalata per i reati contro l'abitazione e, infine, la Toscana e l'Emilia per i furti di bicicletta. Quanto poi alla percezione del rischio di trovarsi in una zona colpita da criminalita', l'Emilia-Romagna e' tra le regioni in cui e' peggiorato, anche se non in modo drastico, insieme ad Isole, Centro e Abruzzo. Sotto questo punto di vista, il primato va a Campania e Lazio, che "detengono- si legge nel dossier- il primato delle regioni con il maggior numero di cittadini che valutano la propria zona molto o abbastanza a rischio di criminalita' (rispettivamente il 36 e il 32% contro il 22% dell'Italia) e che sostengono che la stessa, nei 12 mesi precedenti l'intervista, sia aumentata (Campania 23,3% e Lazio 22,2% contro il valore medio pari al 19,6 per cento)". La criminalita' e' pero' segnalata in aumento anche "nelle Marche, in Umbria, in Emilia-Romagna e in Toscana". Fonte : www.romagnaoggi.it
Di Admin (del 23/11/2010 @ 11:02:51, in Varie, linkato 502 volte)

Roma, 22 nov. (Adnkronos) - L'insicurezza percepita e' un sentimento "diffuso nella pubblica opinione, un sentimento di cui bisogna tenere contro senza gli spot propagandistici della politica". Lo ha affermato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo a palazzo Marini alla presentazione del rapporto sulla sicurezza curato dal Pd. Fini, che ha messo in guardia dal ridurre la questione della sicurezza alla pura "gestione dell'emotivita' collettiva", ha sottolineato che la lotta alla criminalita' puo' avere successo se si attuano "politiche convergenti", in assenza delle quali "quello dell'intervento 'risolutivo' e' un'illusione", come d'altronde conferma il rapporto, secondo il quale pochi confidano "in questo o quell'intevento taumaturgico". Fra i problemi specificamente italiani, Fini ha citato, oltre ad un sistema legislativo che a volte "da' la sensazione di tutelare piu' chi commette un reato che le vittime del reato", i "ritardi accumulati nel tempo", come un sistema penitenziario che, per come si e' sviluppato, non ottempera all'indicazione costituzionale della funzione rieducativa della pena: "Se bisogna puntare alla rieducazione del reo, raramente il nostro sistema raggiunge l'obiettivo ed e' raro che chi ha scontato la sua pena ritorni nel consesso sociale seguendo un comportamento virtuoso".
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