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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Sui botti di fine anno il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, ed a Enna rappresentato dall'avv.Potenzone, chiede tolleranza zero. Troppi gli incidenti che ogni anno vedono protagonisti bambini e non che, a causa di materiali esplosivi illegali, perdono occhi, mani, e a volte la vita. Ogni anno i consigli su come evitare episodi del genere si sprecano, ma non sono sufficienti. Per debellare questo fenomeno è necessario un intervento deciso delle forze dell'ordine. Quest'ultime, infatti, sanno quali sono i punti nevralgici del commercio di materie esplodenti illegali e devono intervenire a monte per risolvere il problema. Per questo motivo il CODACONS chiede a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza un tour de force e uno speciale dispiegamento di forze in questi ultimi giorni dell'anno, per effettuare controlli e sequestrare tutti i botti pericolosi in tutte le città d'Italia.
Le responsabilità di incidenti, tuttavia, sono da attribuire anche a chi acquista tali materiali esplodenti. A tal fine Francesco Tanasi lancia una singolare iniziativa e invita le forze dell'ordine a fotografare e riprendere attraverso strumenti fotografici in grado di operare anche di notte e senza luce i balconi e i terrazzi dai quali, tra le 23:30 e le 00:30 della notte di Capodanno, partiranno botti particolarmente pericolosi, e denunciare i proprietari degli immobili per commercio e uso di materie esplodenti vietate e tentata strage. Reati per i quali, i proprietari degli appartamenti dai quali sono partiti i botti, rischiano anni di reclusione, nonché il sequestro degli immobili. Ma non è tutto: Tanasi diffida i sindaci dei nove capoluoghi di provincia siciliani, affinché vietino l'uso dei botti di Capodanno.
Tanasi invita inoltre i Comuni sopraccitati ad installare in piazze, vie e punti panoramici delle città macchine fotografiche e telecamere per riprendere e denunciare i proprietari degli appartamenti che la notte di Capodanno utilizzeranno materiali esplodenti pericolosi per l'intera collettività. Non dimentichiamo che spesso i palazzi sono posti a distanza ravvicinata l'uno dall'altro e un razzo sparato da un balcone può facilmente colpire le case e gli abitanti del palazzo di fronte.
E' ormai accertato scientificamente che i botti di fine anno, fatti scoppiare in prossimità di un cane o di un altro animale domestico, producono danni irreversibili che vanno dalla morte (spesso per la paura si buttano dai balconi) allo spavento, dalla follia ai danni all'udito.
Si tratta di un reato perseguibile sia ai sensi dell'art. 727 del cod. penale (Maltrattamento di animali) che, su querela di parte, ai sensi dell'art. 638 del codice penale (Uccisione o danneggiamento di animali altrui). Invitiamo pertanto i proprietari degli animali a tutelarli, denunciando il vicino di casa che con i botti provoca agli amici dell'uomo dei danni fisici. Alcuni consigli per ridurre al minimo i rischi per il vostro animale:
· Tenete l'animale (anche il gatto) in casa o al limite, se grande, in garage (non lasciatelo quindi né in cortile, né sul balcone);
· Se siete forzatamente all'aperto allontanatevi dalla zona degli scoppi cercando un rifugio al chiuso;
· Se passeggiate per strada, controllate che l'animale non si avvicini a fuochi inesplosi (non tenete, quindi, il guinzaglio lungo). · Chiudete le finestre ed i balconi;
· Non legate il cane (se è legato alla catena potrebbe ferirsi al collo o rimanere soffocato);
· Se avete uccellini coprite la gabbia con un telo scuro che non faccia filtrare la luce;
· Abbassate le tapparelle.
http://www.vivienna.it
Di Admin (del 28/12/2006 @ 23:38:37, in Polizia, linkato 1782 volte)
Dopo la lunga serie di novità negative, che si sono presentate sotto forma di restrizioni alla circolazione e di nuove imposte, arriva finalmente una buona notizia per migliaia di automobilisti italiani. Entro il 31 dicembre dovrebbe infatti concludersi la procedura di riattribuzione dei punti patente decurtati indebitamente prima della sentenza della Consulta datata 24 gennaio 2005. Quasi due anni fa la Corte costituzionale si era infatti espressa sull'illegalità della sottrazione di punti operata senza un'effettiva e regolare identificazione di chi ha realmente commesso l'infrazione. A seguito di quella sentenza, la legge di conversione 286/2006 ha modificato l'articolo 126 bis al comma 2 del Codice della strada, nel quale sono contenute le regole che disciplinano il sistema della patente a punti, entrato in vigore il primo luglio 2003. Nella stesura originale l'articolo prevedeva che «nel caso di mancata identificazione di questi (di chi ha commesso l'infrazione), la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro trenta giorni dalla richiesta, all'organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione». Quel paragrafo è stato così modificato «nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, entro trenta giorni dalla richiesta, deve fornire, all'organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione».
In questo modo la persona fisica alla quale è intestata un'auto è stata equiparata a quella giuridica, per la quale già nel 2003 il Codice prevedeva una sanzione alternativa alla decurtazione del capitale di 20 punti. Di conseguenza, il proprietario di una veicolo che omette di fornire le generalità di chi era alla guida è esclusivamente soggetto a una sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro, che va chiaramente ad aggiungersi a quella prevista per la trasgressione alla norma di circolazione.
La modifica dell'articolo 126 bis non perdona quindi gli indisciplinati, ma lascia una scappatoia a chi, in buona fede oppure no, non ricorda chi fosse alla guida quel tal giorno a quella determinata ora. E per chi utilizza un veicolo a motore per lavoro un esborso anche notevole ha senza dubbio un peso inferiore al rischio di perdere la patente. La norma vale per tutti, persone fisiche o aziende, possessori di patente di guida o meno, correggendo una prima circolare del ministero dell'Interno, che escludeva dalla sanzione aggiuntiva i proprietari di auto o moto non patentati. Grazie all'originale distinzione tra normali cittadini e aziende risultata non costituzionale, decine di migliaia di punti stanno tornando ai loro legittimi proprietari. Fino a oggi gli automobilisti che hanno beneficiato del provvedimento sono oltre 19mila e l'operazione si concluderà nei prossimi giorni.
Al contrario di quanto avvenuto in altre occasioni, la riattribuzione dei punti opera di diritto e avviene pertanto in automatico. Per vedere ripristinato il punteggio corretto non è richiesta alcuna istanza da parte degli interessati, avviene con procedimento telematico da parte dell'organo di polizia che aveva accertato l'infrazione. Per chi ha subito la decurtazione dei punti prima della sentenza il recupero oltre a essere automatico è anche del tutto gratuito. Non è infatti prevista l'applicazione della sanzione aggiuntiva prevista per il proprietario del veicolo che non comunica entro 60 giorni dalla notifica il nominativo dell'automobilista indisciplinato che ha commesso la violazione al codice.
http://www.ilgiornale.it
Di Admin (del 28/12/2006 @ 23:33:06, in Polizia, linkato 15219 volte)
Nota della Redazione di forzepolizia.org.
Onde evitare fraintendimenti, leggendo l'articolo che segue, va preliminarmente precisato che la vendita di riviste sindacali legate alle forze dell'ordine, indipendentemente dal nome che hanno e che parlano quindi di Polizia; di carabinieri; di Guardia di Finanza; di Militari e quant'altro, tramite il telemarketing, questa è e rimane una attivita' del tutto legale e disciplinata dalla legge Italiana. In questo campo esistono moltissimi editori seri e impegnati da molti anni su questo fronte.
La redazione
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Una truffa è in corso in varie parti d'Italia. Persone disoneste propongono abbonamenti ad una rivista della Polizia. La rivista ufficiale è una e non fa pubblcità e vendite telefoniche o porta a porta.
CATANIA - “Buongiorno siamo della Polizia e le vorremmo proporre l'abbonamento alla nostra rivista". Si presentano così e fanno credere di vendere la rivista ufficiale della Polizia di Stato ma la realtà è un'altra. Si tratta di una truffa ormai piuttosto diffusa in cui cadono molte persone interessate alle notizie sulla sicurezza. Casi simili sono stati denunciati in questi giorni a Taranto e Catanzaro.
In realtà il giornale ufficiale della Polizia di Stato è uno solo: Poliziamoderna. La Polizia non telefona a casa, non fa pubblicità porta a porta, non chiede denaro a chi non fa richiesta di abbonamento.
Solo in occasione di manifestazioni pubbliche, come la festa della Polizia di Stato o altre fiere, la rivista viene distribuita gratuitamente per farla conoscere ai cittadini.
La Polizia informa tutti i cittadini, grazie alla collaborazione di varie testate tra cui Assud, che quando si ricevono telefonate di persone che dicono di vendere la rivista ufficiale della Polizia si tratta di una truffa. Se qualcuno è stato coinvolto in un fatto del genere lo invitiamo a denunciarlo al più vicino ufficio di polizia.
"Poliziamoderna", l’unica rivista ufficiale della Polizia, non ha scopo di lucro e il ricavato è devoluto al Fondo di assistenza per il personale.
http://www.assud.it
In occasione del Santo Natale, la Guardia di Finanza di Arezzo ha voluto rinnovare la propria partecipazione e vicinanza alle attività benefiche delle associazioni di volontariato aretine.
L’iniziativa, condivisa dal Giudice Dr. Umberto Rana e dal P.M. Dr. Giuseppe Ledda della locale Procura della Repubblica, ha permesso alle Fiamme Gialle di devolvere in beneficenza ad alcune associazioni e diocesi attive nella lotta contro i tumori, nella cura dei minori che hanno subito violenze e di quelle che si occupano degli aiuti agli anziani ed alle famiglie meno abbienti sia italiane che straniere, oltre 600 capi di abbigliamento - già sottoposti a sequestro in diverse operazioni di servizio.
La donazione rientra tra le iniziative del Corpo, quale Organo di Polizia al servizio della collettività e delle persone più bisognose.
www.arezzonotizie.it
Massimo Berti, 37 anni, ha diretto il nucleo radiomobile di Massa fino a settembre. Poi ha ricevuto la 'chiamata di Dio', ha preso un anno di aspettativa e si è chiuso in un convento francescano di Ascoli
Montignoso (Massa Carrara), 28 dicembre - Dalla caserma al convento: è la storia di Massimo Berti, ex maresciallo dei carabinieri, che ha deciso di mollare tutto e di ritirarsi in un convento francescano di Ascoli Piceno.
L'uomo fino a settembre ha diretto il nucleo radiomobile dei carabinieri di Massa. Poi ha deciso di prendere l'aspettativa, e si è ritirato nel convento: Massimo Berti, 37 anni, è un maresciallo dell'Arma che ha ricevuto la 'chiamata' di Dio e, da qualche mese, sta coltivando la sua vocazione per decidere se fare o no la scelta definitiva.
La notizia ha profondamente colpito la gente del paese natale del carabiniere, Montignoso, in provincia di Massa Carrara, dove Massimo è molto conosciuto e dove il padre svolge l'attività di macellaio a Capanne. Il carabiniere resterà nel convento dei frati francescani per circa un anno: un periodo di riflessione e di prova, al termine del quale deciderà se lasciare l'Arma e seguire la vocazione.
''Era già da un po' che pensava a questa scelta - spiegano alcuni conoscenti del carabiniere - poi è arrivato ad un bivio e, a settembre, ha preso l'aspettativa. Una scelta coraggiosa..."
Di Admin (del 14/12/2006 @ 19:20:56, in Varie, linkato 669 volte)
I primi quaranta giorni del piano sicurezza per Napoli al centro della visita di oggi del ministro dell’Interno Giuliano Amato, accompagnato dal viceministro Marco Minniti e dal neoprefetto Alessandro Pansa, il quale però subentrerà nelle funzioni di Renato Profili ad inizio anno nuovo. Primo appuntamento in Prefettura, con i vertici delle Forze dell’ordine, per una riunione straordinaria del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Prevista nel pomeriggio l’inaugurazione di due caserme a Calvizzano e Giugliano. Il ministro arriva a Napoli accolto dalle polemiche degli ultimi giorni, dopo l’ennesimo episodio di cronaca nera a Forcella con l’omicidio di Giovanni Giuliano e l’uccisione a Torre Annunziata di un gregario del clan camorristico locale. Anche il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino lamenta l’insufficienza delle forze dell’ordine, mentre dalla Regione interviene l’assessore regionale alla Sicurezza Andrea Abbamonte che punta l’indice contro l’amministrazione locale che non investe abbastanza nella lotta alla criminalità. Il ministro Amato oggi fornisce le cifre ufficiali della prima parte del piano speciale per Napoli.
Giuliano Amato torna oggi a Napoli, con il viceministro Marco Minniti, a poco più di un mese dalla firma del piano per la Sicurezza. In attesa del primo bilancio, è già chiaro il segnale: il ministro dell'Interno vuole verificare personalmente l'andamento del patto che il suo esecutivo ha fatto con il capoluogo campano. Ogni mese, dice: “Il piano che abbiamo fatto per Napoli e che potremo potenziare avrà successo solo se faremo vedere che 'a nuttata non passa' per i camorristi; perchè questi sperano che la nostra azione durerà poco e invece deve durare tanto, quanto basta a sgominare la criminalità. Per questo voglio essere ogni mese a Napoli e dare il senso di un impegno diretto e immediato”. II piano prende corpo nell'acuirsi dell'emergenza criminalità: quella che ha mortificato Napoli, a partire forse da quel tiro al bersaglio che ha colpito i turisti, la scorsa estate. “Napoli non è il Far West'', disse il responsabile del Viminale annunciando provvedimenti strutturali: l'incremento delle forze dell'ordine, con mille uomini in più per le strade; la videosorveglianza su tutto il capoluogo e l'eliminazione di zone franche e fortini della camorra. La visita del ministro dell’Interno è stata preceduta da due eventi importanti: la nomina a prefetto di Napoli del capo della Criminalpol Alessandro Pansa che accompagna stamane il rappresentante dell’esecutivo nazionale, e il grande biltz internazionale contro il traffico di droga che ha coinvolto attivamente anche le Forze dell’ordine di Napoli, impegnate, sul fronte della repressione e dell’intelligence nell’area metropolitana. http://www.denaro.it
Di Admin (del 14/12/2006 @ 19:09:56, in Polizia, linkato 962 volte)
Funzionari di Polizia in assemblea contro la chiusura di 10 commissariati
Un'assemblea in segno di protesta. Tutti uniti nella difesa dei propri diritti. Questa mattina nella Caserma Nino Bixio di Napoli si è svolta la riunione dell'Anfp, Associazione Nazionale dei Funzionari di Polizia. Nel giorno della visita a Napoli del ministro dell'Interno Giuliano Amato, i militari hanno espresso il loro dissenso contro la legge Finanziaria. Un decreto che, come essi stessi sostengono "indebolisce e ostacola il loro lavoro". Paolo Iodice, segretario provinciale dell'associazione è determinato: "Con l'agitazione di oggi dimostriamo la nostra opposizione. Siamo contrari a quelle norme del governo che prevedono la chiusura delle Questure, dei Commissariati e degli altri uffici periferici della Polizia di Stato". Il vicequestore è preoccupato della situazione che si potrebbe creare nel capoluogo campano, nel caso in cui la Finanziaria venisse approvata. "A Napoli - continua Iodice - è prevista la chiusura di dieci commissariati che dovrebbero essere accorpati in strutture più grandi. Ma al momento non esistono organizzazioni adeguate per ospitarli. In questo modo si verrebbe a creare solo una situazione di grande disordine in un territorio che è già molto indebolito dalla malavita". Nel corso dell'incontro i funzionari hanno chiesto che il lavoro della polizia sia migliorato anche dal punto di vista organizzativo e contrattuale. Ma qual è il segreto per garantire il rispetto della giustizia a Napoli? "Lavorare in questa città - conclude Iodice - non è facile. Nei nostri territori, infatti, ad uno scarso coordinamento tra le forze dell'ordine si aggiunge l'inefficacia dei sistemi punitivi contro la criminalità".
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