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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 18/02/2007 @ 10:43:45, in Polizia, linkato 975 volte)
VICENZA - Mille e cinquecento fantasmi. Questo sono stati oggi a Vicenza poliziotti, carabinieri, e finanzieri schierati per l'ordine pubblico. Il questore Dario Rotondi ha deciso di applicare, in modo si potrebbe dire radicale, il "metodo Serra" sperimentato al Social Forum di Firenze nel 2002, ovvero non far venire mai a contatto forze dell'ordine e manifestanti. E così il capo della questura di Vicenza ha mantenuto la parola data ieri. "Che sarà un'altra Genova non se ne parla", aveva detto il funzionario di polizia che ha ottimi rapporti con il comitato promotore della protesta e che ha definito ogni dettaglio della presenza in piazza con i manifestanti. "Complimenti - ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato - per l'intelligente e discreta vigilanza operata in queste ore e in questi giorni.
Una scelta che ha decisamente pagato. In ore di sfilata, in chilometri di percorso nessuno ha visto un poliziotto. Eppure c'erano. Però nascosti, lontani centinaia di metri dagli striscioni e dai megafoni dei manifestanti. Blindati nelle vie laterali, uomini nascosti e comunque mai in atteggiamento aggressivo, uomini in borghese a controllare più da vicino e così la città è stata tenuta al sicuro senza la minima necessità di interventi.
Una decisione dalla quale i vertici dell'ordine pubblico vicentino non sono tornati indietro nemmeno quando il corteo è passato sotto gli uffici della questura. Anche lì reparti della celere pronti ad intervenire ma nascosti dietro le palazzine degli uffici. E così anche i più duri, coloro i quali rivendicavano la vicinanza con i presunti terroristi arrestati nel giorni scorsi, si sono dovuti arrendere. Giusto un petardo da far scoppiare nel cortile della polizia (che si è guardata bene dal raccogliere la provocazione), qualche scritta di Acab mutuata dagli ultrà del calcio e qualche slogan triste. Nulla più. Il corteo li ha isolati nell'indifferenza e le forze dell'ordine li hanno lasciati nel loro brodo.
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GF 13: si chiama così il nuovo Atr 42 della Guardia di Finanza decollato oggi dall'aeroporto di Pratica di Mare alla volta di Dakar, dove prenderà servizio insieme al suo equipaggio per 60 giorni. Inizia così Hera III, la missione delle Fiamme Gialle in Senegal e Mauritania mirata al controllo delle coste europee delle Canarie e alla lotta contro l'immigrazione clandestina che affligge il piccolo arcipelago spagnolo in pieno Atlantico.
"Una missione inserita nel quadro delle attività del Fortex - ha spiegato il generale Giovanni Maria Macioce, comandante del comando operativo aeronavale della GdF a Pratica di Mare - che si pone come obiettivo il contrasto dei flussi migratori provenienti dai paesi dell'Africa sub-sahariana e diretti verso le frontiere sud dell'Unione Europea, mediante il pattugliamento e il controllo delle frontiere marittime della Repubblica del Senegal e della Mauritania".
Praticamente, l'Atr 42 della Finanza sorvolerà le coste del Senegal nel tentativo di individuare i cayucos (le piccole imbarcazioni da pesca usate dagli scafisti per traghettare i clandestini alle Canarie) appena salpati dai porti senegalesi.
Obiettivo dei voli di ricognizioni sarà trovare, attraverso le sofisticate apparecchiature video e radar di cui è dotato l'aereo italiano, le piccole imbarcazioni e segnalarne la presenza alle imbarcazioni della flotta senegalese, che avranno poi il compito di ricondurle a terra. Ma non solo: grazie alle particolari telecamere di cui è dotato GF 13, i nostri finanzieri potranno anche effettuare il riconoscimento del timoniere e degli altri uomini di equipaggio dei cayucos e aiutare quindi le autorità senegalesi a effettuarne l'arresto.
Un plus all'attività di ricognizione che ha meritato l'applauso dell'ambasciatore del Senegal Papa Cherik Saadibou Fall e il ringraziamento nei confronti delle Fiamme Gialle. Ma Gf 13 non sarà soltanto un poliziotto del cielo. Per lui anche un compito umanitario. L'aereo infatti, è partito dall'Italia con più di una tonnellata di medicinali e strumenti medici a bordo, destinati alla popolazione senegalese, come ha ricordato il generale Virgilio Elio Cicciò, comandante del comando aeronavale centrale della Guardia di Finanza.
Di Admin (del 18/02/2007 @ 10:39:41, in Polizia, linkato 1422 volte)
17/02/2007 - - Vita spericolata? La fanno i poliziotti. Parola di Vasco Rossi, intervistato sul numero di febbraio di Poliziamoderna, la rivista ufficiale della Polizia. "Mi dispiace - afferma il rocker di Zocca - che spesso il messaggio di quella canzone sia stato travisato e strumentalizzato per sostenere che inneggiavo al non rispetto delle regole e quant' altro.
Allora - ricorda - avevo 31 anni e desideravo una vita spericolata nel senso di non ordinaria, non piatta o fatta di sole certezze. Ma chi del resto quando è giovane non sogna di fare esperienze emozionanti e straordinarie?". Problemi con la giustizia, prosegue, "li ho avuti e sono noti. Ma ora ho un rapporto splendido con i poliziotti. Adesso se mi fermano è per chiedermi un autografo. Certo qualche multa dalla Stradale l' ho presa, ma neanche tante e solo una per eccesso di velocità di 5 km/h rispetto al limite". Il cantante parla poi della sua sintonia con i giovani, che dura nel tempo. Loro, spiega, "sono molto cambiati, magari esteticamente o per i miti di riferimento, ma non cambia mai la fase giovanile nella quale tutti passano. Le mie canzoni fotografano delle fasi che attraversiamo tutti prima o poi nella nostra vita. In Siamo solo noi (1981, ndr), se hai 16 anni ti riconosci sempre in qualsiasi epoca ti trovi.
E' il momento in cui siamo solo noi ad andare a letto la mattina, che siamo sempre quelli che sbagliano, che vengono criticati dai genitori. Sono sensazioni di un adolescente degli anni Ottanta come di uno del Duemila". Il Blasco spiega poi la scelta del nuovo singolo 'Basta poco', scaricabile solo dal web o ascoltabile in radio. "Lo volevo - osserva - fare sentire subito, ci tengo a dire che è un umile omaggio al grande Iannacci, e sganciarmi dalle logiche commerciali discografiche. Insomma volevo fare 'una sorpresa' al pubblico. Naturalmente anche questa è una provocazione, una mia risposta personale rispetto alle sterili polemiche sullo scaricare brani da Internet e sul costo dei cd. Secondo me si può far quello che si vuole con la musica.
Tanto è risaputo che i musicisti vivono grazie ai concerti". Infine, una battuta sull' imminente festival di Sanremo, che, secondo Vasco, ha ancora senso come trampolino di lancio per i giovani. "Per me - rileva - è ancora una delle poche. Forse l' unica, nella quale se tu hai una buona canzone e del talento hai possibilità di riuscire. Perché Sanremo lo guardano tutti. Io ho cominciato ad avere successo solo dopo essere stato al Festival, prima per tre anni ho inciso e suonato nei concerti ma ero noto solo in Emilia Romagna". (Ansa.it)
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