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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 04/09/2007 @ 22:07:50, in Varie, linkato 12564 volte)
CITTÀ DEL VATICANO (3 settembre) - La Gendarmeria vaticana, un centinaio di agenti attualmente guidati da un ex ufficiale della Guardia di Finanza italiana, Domenico Giani, è un corpo militare vero e proprio, con uomini super addestrati provenienti da reparti antiterrorismo, al servizio del Pontefice, con funzioni di sorveglianza agli ingressi delle mura vaticane.
La Gendarmeria vaticana svolge funzioni di polizia e di sicurezza all'interno del piccolo Stato pontificio, a fianco del Papa in tutti i suoi spostamenti nazionali ed internazionali, e di controllo delle persone e delle cose nel territorio di competenza della Città del Vaticano, dal Palazzo apostolico ai giardini vaticani; ad essa spetta anche la sorveglianza all'interno della basilica di San Pietro, nei Musei vaticani e in tutti i luoghi extraterritoriali posti però sotto le dipendenze del Vaticano, come la residenza estiva del Papa a Castelgandolfo.
Alla Gendarmeria vaticana, oltre al primo e fondamentale compito della sicurezza interna dello Stato, è affidata anche la protezione e la difesa del Pontefice in ogni suo spostamento, anche al di fuori dal confine italiano. Se infatti, in piazza San Pietro e nel territorio italiano, in base al Concordato, si prevede una collaborazione interforze fra Gendarmeria vaticana e autorità di pubblica sicurezza italiana, al di fuori del confine spetta solamente alle guardie papali curare la sicurezza del Papa, in accordo con le autorità di polizia del Paese ospitante. www.ilmessaggero.it
Il velivolo dell'Arma è atterrato in una via del paese, i carabinieri hanno arrestato Pierpaolo Loi, di 30 anni, dopo un inseguimento spettacolare.
Aveva prima rubato un'auto, poi caricato sulla vettura materiale edile trafugato in un cantiere e, infine, speronato un'auto dei carabinieri, due dei quali sono rimasti feriti. C'è voluto l'elicottero dell'Arma, atterrato in una strada, per arrestare Pierpaolo Loi, di 30 anni, dopo un inseguimento da film poliziesco a Monserrato. Alcuni passanti hanno notato il giovane che trasportava materiale edile da un cantiere nei pressi di via Riu Mortu all'interno di una vettura e ha chiamato i Carabinieri. Sul posto è arrivata una pattuglia, ma Loi, però, è riuscito a speronare l'auto e a trovare la via di fuga. A quel punto è entrato in azione l'elicottero dell'elinucleo di Elmas che ha seguito dall'alto le scorribande al volante di Loi, consentendo poi individuare la posizione del fuggitivo. L'inseguimento si è concluso davanti a decine di automobilisti in via Riu Mortu: l'elicottero è atterrato in uno sterrato a bordo strada, mentre altre auto dei militari mettevano in trappola il giovane di Monserrato che nel frattempo aveva tentato la fuga a piedi. http://www.unionesarda.it
Di Admin (del 04/09/2007 @ 21:51:46, in Polizia, linkato 1107 volte)
Di fronte al fatto dell’ennesimo sbarco massiccio di clandestini, verificatosi tra ieri e oggi nelle coste sud occidentali della Sardegna ,anche i meno accorti non hanno potuto fare a meno di prendere atto della eclatante realtà: ormai l’Isola costituisce la dirittura di arrivo di una nuova rotta di migranti clandestini ! - è quanto denuncia il Segretario Provinciale del Coisp Fabio PIGA - Questo fenomeno – prosegue PIGA - antropologico che fino all’inizio dell’anno aveva colpito l’Italia sud orientale e le coste della Sicilia pare invece sconosciuto al governo e alle istituzioni locali e nazionali in cui esso si estrinseca. Infatti è inspiegabile l’inerzia formale e sostanziale manifestata davanti alla necessità urgente di intervento sia dal punto legislativo che operativo, vista anche l’inefficacia della normativa che disciplina la materia o meglio che non la disciplina, soprattutto negli aspetti più socialmente e umanamente rilevanti. Sarebbe interessante chiedersi quali siano le cause o le motivazioni di cui tale inerzia è l’effetto, ma il contesto e lo spazio a disposizione non lo consentono, perciò questa Organizzazione Sindacale si limiterà in questa occasione, ad adempiere al dovere morale e sindacale di denunciare quali siano gli effetti d’impatto, immediati, sia del fenomeno “sbarco” in se stesso quanto dell’inerzia delle istituzioni nell’affrontarlo; effetti che si ripercuotono su cittadini, operatori di Polizia e altre forze dell’ordine e sugli stessi profughi. Emerge infatti dall’analisi degli episodi analoghi verificatisi durante il corso di tutto il 2007 che già il fattore sorpresa e la straordinarietà dell’evento “sbarco” in sé è causa di confusione, allarme, necessità di strutture di accoglienza e ospitalità, maggiori risorse economiche e umane in tutti i settori coinvolti. In una situazione simile ovviamente è umano che in primis il fattore imprevedibilità prevalga e la situazione d’emergenza venga mal gestita per mancanza di organizzazione e risorse immediatamente disponibili……ma quando il ripetersi dell’evento gli attribuisce un buon margine di prevedibilità e gestibilità, ciò non è più tollerabile!!!! Non è più accettabile – dichiara PIGA - che per mancanza di uomini e mezzi vengano utilizzate le "volanti" per gestire operazioni connesse agli sbarchi togliendo risorse al controllo del territorio e alla prevenzione dei reati, a discapito dei cittadini e a favore della criminalità; ne che gli operatori delle forze dell’ordine vengano a contatto con persone che potrebbero presentare delle patologie infettive, senza il supporto di personale medico o paramedico, e se ciò avviene dovrebbe essere in strutture idonee, a supportare anche una situazione a rischio di contagio, nell’interesse dei poliziotti ma anche di chi riceverebbe adeguata assistenza sanitarie in caso di patologia. Non è più accettabile che non esista una procedura standard di intervento in caso di sbarco, che consentirebbe una maggiore celerità e porrebbe fine alla ricerca casuale del personale da impiegare stravolgendo la turnazione del personale per settimane; che individuerebbe i luoghi dove ospitare temporaneamente i profughi i quali non sarebbero costretti a riposare o attendere in luoghi non idonei. Non è più accettabile l’inerzia del presidente della Regione Sardegna di fronte alla richiesta di strutture e mezzi ma soprattutto di un intervento politico verso il governo centrale a sua volta inerte nell’innovare una normativa vuota e priva di una logica che conduce ad un preciso obbiettivo politico sociale, e privo di risposte razionali ma pronto per non perdere la faccia ad adottare soluzioni irrisorie come l’invio di un “super prefetto”, quasi fosse un intruglio magico con il potere di risolvere ogni cosa!!!!!!!!!!!!
In fine – conclude il Dirigente sindacale - una verità per tutti gli inerti………..la soluzione non è sacrificare gli operatori delle forze dell’ordine stravolgendo turni di servizio e compiti istituzionali………..cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia!!!!!!!!!!!!
Comunicato Stampa co.i.s.p.
Di Admin (del 04/09/2007 @ 21:46:26, in Polizia, linkato 1136 volte)
“Quando imperversava Unabomber nel Veneto orientale - commenta Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp - il direttore de Il Gazzettino lo nominò Monabomber, che vuol dire stupido. Anche le Br vennero definite un movimento eversivo di sciocchi. Persino Massimo Cacciari, innanzi all’assalto dei Serenissimi, li apostrofò come cretini demenziali. In televisione, giornalisti e opinionisti insistono nel dare degli stupidi o bande di cretini ai delinquenti organizzati che vanno agli stadi di calcio.”
“Comprendo il tentativo di diminutio nella parola, ma temo molto il termine “stupido” - prosegue Maccari - perché può rappresentare una giustificazione ed anche un paravento dietro al quale si nasconde tutto il ricco baraccone del calcio. Invece giustificazioni non ce ne sono, come non devono esistere scappatoie reali e dialettiche per chi favorisce la criminalità o ad essa si adegua. Chi si organizza per delinquere non è stupido ma deve essere definito solo criminale, con la certezza assoluta che andrà in galera e non verrà perdonato se non aver scontato per intero la sua punizione. Lo stupido può essere perdonato perché stupido, il criminale deve essere solo tolto di mezzo dalla società e, se possibile, rieducato.”
“In questi primi dibattiti sportivi di inizio campionato - continua Maccari - ho spesso udito timori di ulteriori scontri e vittime; soprattutto il dare per scontato che negli stadi italiani ci siano due partite: una di calcio e l’altra del calcio al poliziotto. A parte il pericolo di equivalenze metaforiche, ovvero di imitazioni alla delinquenza che queste pubbliche affermazioni possono comportare, il mio sdegno e quello di tutto il Coisp viene espresso nei confronti di questo “stato di fatto”, come fosse ineluttabile. Ovvio che tutti i tentativi sin qui espressi dalla sinistra radicale di screditare la Polizia qualcosa hanno prodotto, come ferire un carabiniere ed essere presto scarcerati, ma qui di ineluttabile ci sarà solo l’impegno del Coisp ad attivare società, magistratura e la pubblica opinione perché lo “stato di fatto” diventi “stato di sfratto” della delinquenza negli stadi. Lo abbiamo già scritto: non ammetteremo ulteriori vittime perché questo calcio debba continuare a vivere con criminali allo stadio, ricatti, connivenze, offese fisiche e morali alle Forze dell’Ordine, rappresentanti dello Stato.”
“Domenica - conclude Maccari - ci sarà un minuto di silenzio per commemorare il ricordo di Filippo Raciti, in occasione della partita Catania-Genoa, la prima che il Catania giocherà al Massimino dopo la chiusura per i tragici fatti del 2 febbraio scorso. Un minuto di silenzio a fronte del vuoto immenso che già da 7 mesi è doloroso compagno della vedova Marisa Grasso. Prima di perdonare, Marisa Grasso attende un pentimento; il Coisp attende che quel minuto di silenzio si estenda in ore e mesi utili al riconoscimento di ogni criminale, al suo arresto, ad una legislazione più dura, che comporti imputazioni di associazione per delinquere e di banda armata, consentendo alla società civile di difendersi, agli sportivi di gustare senza paura una partita di calcio e alle Forze dell’Ordine di essere impiegate con minimo dispendio di agenti, ben più utili al controllo del territorio. Torniamo perciò a caldeggiare accordi a livello europeo che permettano alle società di calcio, grazie a un monte quota sugli ingaggi, di disporre di personale privato per il controllo dell’ordine pubblico in occasione delle partite.”
Comunicato stampa 278/07 del 30 agosto 2007
www.coisp.it
Di Admin (del 04/09/2007 @ 21:40:47, in Polizia, linkato 673 volte)
Le soluzioni proposte dei partecipanti al cosiddetto “vertice delle forze dell’ordine” sono figlie di una gestazione prematura, carente di un’ analisi dei fatti basata sulla conoscenza diretta e dettata dall’esigenza politico sociale di mostrare una qualunque dinamicità d’intervento all’opinione pubblica, sempre critica e attenta. – è quanto scrive in una nota il segretario provinciale del sindacato di polizia Coisp Fabio Piga - Aver stabilito di “garantire un letto e un po’ di conforto agli immigrati” nell’area militare di Elmas – prosegue Piga - è un atto dovuto, che non risolve i disagi subiti dagli operatori delle forze di polizia, perché ciò non esonera dal dover comunque effettuare tutte le attività connesse allo status di clandestinità degli sbarcati. Per quanto concerne invece la profilassi e l’assistenza sanitaria ribadiamo che una visita sommaria senza il supporto di una struttura sanitaria specializzata non dà garanzie adeguate agli operatori del settore, e a chiunque venga in contatto con i profughi, circa l’esclusione di patologie infettive. Troviamo inoltre disarmante minimizzare il fenomeno definendolo come “forza lavoro in movimento” infatti altro non può che alimentare il fenomeno del lavoro nero, severamente sanzionato dalla normativa sull’immigrazione e del lavoro, che rende l’individuo succube di datori di lavoro senza scrupoli o lo spinge tra le grinfie dei capò della criminalità organizzata; rende inoltre più difficoltoso a chi è immigrato regolarmente la ricerca di un impiego per via della svalutazione della forza lavoro. Da ciò in fine, emerge forte la necessità di una disciplina che innovi la normativa sui flussi migratori rendendola più semplice e accessibile ispirata a principi più equi nell’assegnazione delle quote, distribuendo gli ingressi in diversi momenti dell’anno, ma che realizzi nel contempo uno strumento concreto ed efficace per contrastare la clandestinità. Di fronte a tutto ciò, - conclude Piga - cosa è stato fatto per tutelare la salute degli operatori delle Forze dell’Ordine che in Sardegna, con sempre maggior frequenza, vengono a contatto di immigrati nord africani di cui non si conosce l’esatta provenienza, né lo stato sanitario? Non c’è attenzione nemmeno nella distribuzione di accessori di protezione passiva, quali guanti o mascherine o impedire la promiscuità. Vogliamo ricordare che i mezzi utilizzati per il trasporto degli immigrati vengono operati con gli stessi che, ordinariamente, trasportano i Poliziotti, senza alcun intervento di bonifica. COISP.
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