Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
(AGI) - La Spezia, 2 nov. - Per Ramona Angiolini, 22 anni, un piccolo tatuaggio a forma di farfalla sulla caviglia destra e' diventato un problema, perche' le impedisce di entrare in Polizia, un sogno che aveva da sempre. La giovane originaria di Genova, ma residente in Val di Vara (La Spezia), e' stata infatti scartata durante la visita medica di un concorso per entrare nelle forze dell'ordine, riservato ai volontari in ferma prefissata per un anno per 1507 posti. Ha passato le prove scritte, ma durante la visita medica la commissione lo scorso 26 settembre e' stata inflessibile con un verbale di inidoneita' perche' il regolamento dettato in un decreto del 2003 e' severo e vieta la presenza di tatuaggi nelle zone del corpo non coperte da uniforme. "Sono senza parole. Mi sembra assurdo, sono entrata nell'esercito un anno fa con l'idea di entrare nelle forze dell'ordine - ha detto oggi Ramona in una conferenza stampa - se l'avessi saputo lo avrei rimosso".
Tramite il suo avvocato Pier Giorgio Leoni del foro della Spezia, ha presentato in questi giorni il ricorso al Tar del Lazio contro la decisione e ha chiesto anche la sospensione del provvedimento e l'ammissione con riserva. "Se e' necessario per entrare in Polizia, sono anche disposta a levarlo" ha detto la giovane ai cronisti. Intanto parte la battaglia legale. "Una farfallina tatuata sulla caviglia non puo' essere considerato elemento di indegnita' - ha detto l'avvocato Leoni - perche' non puo' ritenersi ne' visibile, ne' sgradevole, puo' essere anche coperto ed e' una figura graziosa". (AGI)
Non sempre condividiamo le esternazioni di Beppe Grillo,il collegamento con il suo Blog ci consente di cogliere,spesso e con nostro compiacimento,interventi provenienti da persone sconosciute al grande pubblico,che ci spiegano fatti di grande rilievo, riferiti alla "nostra sicurezza", Questi ci dicono a chi attribuire la responsabilità di alcuni atti di governo che hanno determinato lo stato dell'attuale insicurezza in cui vive drammaticamente il popolo Italiano.Invitiamo i nostri lettori a seguire il contenuto di una lettera inviata a Beppe Grillo da un ufficiale dei Carabinieri.
Un ufficiale dei Carabinieri ci spiega come i politici gestiscono la nostra sicurezza. Si pone alcune domande, vorrei il vostro aiuto per le risposte. Trovate i nomi dei responsabili per:
- i negoziati di allargamento comunitario alla Romania senza porre condizioni
- lo stato di degrado della stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma
- l'esplosivo accampamento di rom in quella zona priva di ogni servizio e le centinaia di altri nelle stesse condizioni in tutta Italia, dalle rive del Tevere alla periferia di Milano.
"Caro Beppe,
l'episodio della Signora Giovanna Reggiani stuprata e massacrata a Roma suscita orrore e sdegno. Il sangue, il dolore, la paura degli italiani ricadano sulla coscienza di governanti, politici e alti funzionari che hanno gestito in questi ultimi dieci il “sistema sicurezza”. Hanno disperso con arrogante approssimazione i valori professionali, democratici e civili della legge 121/81 nata dal coinvolgimento nei tremendi anni dell’aggressione terroristica di tutte le forze sociali, politiche, sindacali, senza distinzione di ideologia. I nuovi ministri dell’Interno e Capo della Polizia stanno evidenziando la carenza di personale e di fondi in cui operano le Forze dell’ordine. Ma il problema non è di oggi. A nessuno poteva sfuggire la problematica “globalizzazione” con gli inevitabili riflessi sociali anche criminogeni per il nostro Paese.
Perché allora e da chi in questi anni é stato indebolito con una gestione più attenta accordate, ambizioni, malintesa competizione tra le forze di polizia, proprio il “settore della sicurezza” con provvedimenti contraddittori ignorati dall’opinione pubblica?
Un esempio: un recente decreto legislativo ha messo in “pensione anticipata obbligatoria” (si badi bene, non a domanda) centinaia di funzionari di polizia con un prezioso bagaglio di esperienze nella lotta a terrorismo, criminalità diffusa e organizzata a livello nazionale e internazionale, emigrazione clandestina, droga, riciclaggio.. Non solo ma ne ha ridotto strutturalmente l’organico per il futuro. Ciò in assurda controtendenza con quanto avviene nel mondo del lavoro e mentre tanto si discute di “scalone” per aumentare l’età pensionabile! Paradossalmente oggi si chiedono più tutori dell’ordine; ovviamente da formare! Inoltre il “sistema sicurezza” ha dovuto rinunciare a migliaia di poliziotti e carabinieri “ausiliari”.
Le “volanti” sono diminuite dovunque (a Roma addirittura dimezzate), la manutenzione dei mezzi è ardua, la benzina scarseggia, diversi commissariati (si pensi a quello di S.Antimo dove un tabaccaio è stato recentemente ucciso ) e stazioni dei carabinieri sono stati chiusi o rischiano di esserlo. Comunque tutti funzionano con organico e orari ridotti, ed è miracolo vedere i decantati “poliziotti di quartiere”.
Il cosiddetto pacchetto sicurezza è un lento ripensamento importante ma rischia di essere solo un alibi di facciata; in queste condizioni persino un aggravamento della macchina operativa se non se non si interviene a livello globale, a 360 gradi, sul delicato e complesso circuito “controllo del territorio-applicazione della legge- certezza del della pena- giustizia- vivibilità sociale”.
In questo quadro occorre individuare con serietà e coraggio le cause e responsabilità a tutti i livelli di tanta approssimazione nel curare il “bene-sicurezza” come servizio di democrazia effettiva:
- chi ha seguito i negoziati di allargamento comunitario alla Romania senza porre condizioni?
- chi doveva curare la vivibilità della fatiscente e buia stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma?
- chi doveva controllare lo squallido ed esplosivo accampamento di rom in quella zona priva di ogni servizio?
I proclami tardivi, le risposte retoriche, le alzate di spalle, gli scaricabarile non bastano più.
Per quel che riguarda la Polizia l’opinione pubblica sappia del sottile processo di controriforma che ha svilito la riforma democratica voluta dalla legge 121/81. In queste condizioni è ancora più grande il ringraziamento verso tutti i “tutori dell’ordine”, a qualsiasi corpo appartengano, per il quotidiano difficile impegno svolto nell’interesse delle Istituzioni democratiche e della collettività." Ennio Di Francesco, già ufficiale dei carabinieri e dirigente della Polizia di Stato; promotore del movimento democratico di polizia; in “pensione anticipata d’ufficio”
http://www.cataniaomnia.it
Pretendevano due euro per il parcheggio di un'automobile ma non si aspettavano certo che la vettura fosse un'auto civetta della guardia di finanza di Catania. Per questo motivo i militari hanno denunciato per tentativo estorsione quattro parcheggiatori abusivi, D.D., di 30 anni, A.D., di 32, D.L., di 21, ed S.D. di 24.
I quattro "prestavano servizio" nei pressi della Fiera dei Morti di viale Kennedy, a Catania. I militari, in borghese, erano stati fatti entrare in in uno spazio ricavato all'interno dell'area di una vicina stazione di servizio. I militari hanno anche sequestrato una somma di denaro provento dell'attività di parcheggiatori abusivi.
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