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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
ROMA - Una relazione extraconiugale tenuta da un carabiniere "getta disonore" sull'Arma. Per questo il superiore può legittimamente chiedergli di troncarla. E' quanto deciso da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna a 4 mesi di reclusione, inflitta dalla Corte militare d'appello di Napoli, a un appuntato dei carabinieri ritenuto responsabile di insubordinazione, con minaccia e ingiuria, ai danni del comandante della stazione presso cui prestava servizio.
L'imputato aveva definito 'bugiardo, infame e ladro' il luogotenente, suo superiore e lo aveva minacciato di rovesciargli addosso una scrivania, perché gli era stato chiesto di troncare una relazione adulterina che l'appuntato, coniugato, intratteneva con una donna del luogo, anch'essa sposata. Il giudice di primo grado aveva prosciolto il militare, ritenendo che il fatto fosse da rincondurre a un contesto di relazioni private e personali, estranee al servizio. Di diverso parere, invece, la Corte d'appello, secondo la quale "l'intervento del luogotenetente era pertinente al servizio, consistendo nell'osservanza della disciplina militare, che prescrive di tenere in ogni circostanza una condotta esemplare, a salvaguardia del prestigio delle Forze armate, mentre la relazione extraconiugale dell'imputato, di pubblico dominio nel territorio della stazione, arrecava evidente disonore all'Arma benemerita".
Per la Suprema Corte (sentenza n.24414), le motivazioni del giudice d'appello sono valide e il ricorso dell'imputato va rigettato: "Il ricorrente assimila erroneamente l'illecita reazione del graduato al richiamo, legittimo e doveroso, ricevuto dal comandante di stazione per l'osservanza del dovere di tenere condotta esemplare e alla richiesta del sottufficiale di troncare la tresca. La condotta delittuosa di insubordinazione - rileva la Cassazione - non scaturì da dissidi di natura personale, ma dal contrasto all'intervento che il comandante, nell'esercizio delle proprie attribuzioni istituzionali, aveva esercitato nei confronti del graduato. Il rapporto extraconiugale dell'imputato - conclude la sentenza - è senza dubbio di carattere meramente privato, ma della stessa natura non sono né il richiamo disciplinare cui il disdicevole contegno aveva dato luogo, né l'illecita reazione dell'imputato".
Fonte: www.republica.it
Di Admin (del 14/06/2008 @ 13:44:58, in Varie, linkato 5051 volte)
NUOVO IMPIEGO DELL'ESERCITO. PIU' VICINO AI CITTADINI.
Sicurezza, nelle città 2.500 soldati, per tutelare i cittadini". Per sei mesi prorogabili, militari contro la criminalità nelle aree metropolitane. Intesa Difesa-Interni. "Scelti tra coloro che parteciparono alle missioni di pace".
VIDEO MEDIASET: Http://www.video.mediaset.it/video.html? sito=tg5&data=2008/06/15&id=27491&categoria=servizio&from=tg5
ROMA - Militari dell'Esercito in strada insieme a poliziotti e carabinieri. Duemilacinquecento soldati a disposizione del ministero dell'Interno per pattugliare le città. Una concessione che avrà valore per i prossimi sei mesi ma che potrà essere rinnovata in futuro. I militari avranno qualifica di agenti di pubblica sicurezza; pattuglieranno le metropoli soprattutto di sera quando maggiori sono le esigenze di sicurezza.
Scelti tra le missioni di pace. "Nelle scelte dei 2.500 - ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa illustrando l'accordo con il collega di governo degli Interni Roberto Maroni - sarebbe un peccato se non si utilizzassero coloro che hanno avuto esperienza di missione di pace, dove molti hanno svolti compiti di polizia".
Il precedente: i Vespri siciliani. L'impiego dell'esercito con compiti di ordine pubblico non è una novità. L'ipotesi fu già sperimentata in Sicilia nella fase più cruciale della lotta alla mafia. A partire dal 1992, proprio all'indomani delle stragi Falcone e Borsellino, e fino al 1998, oltre 150 mila soldati furono a turno utilizzati nell'operazione "Vespri siciliani". Dopo alcune iniziali riserve, i "Vespri siciliani" riscossero il sostegno delle istituzioni e della società civile. Anche allora, il ministro della difesa dell'epoca Salvo Andò, rilevò che le forze armate "rappresentano una formidabile risorsa organizzativa per fronteggiare le emergenze vecchie e nuove".
Coordinamento ai prefetti. L'emendamento a quattro mani Interni-Difesa sarà inserito nel decreto legge sulla sicurezza con un emendamento. "L'obiettivo - ha spiegato il ministro alla Difesa Ignazio La Russa - è quello di tutelare meglio la sicurezza dei cittadini, passando dal poliziotto di quartiere di giorno ad una pattuglia mista nelle ore prevalentemente serali". Le modalità di intervento saranno definite dal ministero degli Interni che coordinerà l'operazione in collaborazione con i prefetti.
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/ sicurezza-politica-7/militari-pattuglie/militari-pattuglie.html
VIDEO MEDIASET: Http://www.video.mediaset.it/video.html? sito=tg5&data=2008/06/15&id=27491&categoria=servizio&from=tg5
14/6/2008
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