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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

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Di Admin (del 19/07/2008 @ 15:52:11, in Varie, linkato 9478 volte)


ROSSI (PRESIDENTE COCER E.I.), SI'A FUNZIONI FORZE ORDINE A ESERCITO.

(ANSA) - ROMA, 15 LUG - ''Condivido l'ipotesi espressa dal Ministro della Difesa affinche' in prospettiva l'Esercito possa svolgere funzioni oggi proprie delle sole Forze dell'ordine''. Lo afferma il gen. Domenico Rossi, presidente del Cocer Esercito, commentando quanto dichiarato ieri da Ignazio La Russa. Il ministro, dopo aver precisato che ''e' una tesi ancora tutta da costruire'', aveva detto di ritenere che ''in un futuro riordino generale, il compito che oggi e' dei Carabinieri - una forza militare, ma destinata stabilmente anche a compiti di ordine pubblico - possa essere esteso. Cioe' immagino - aveva aggiunto La Russa - che un Esercito che abbia una parte sempre preponderante di componenti capaci di svolgere entrambe le funzioni, a seconda di dove sono destinati, non possa che far bene sia alle forze di polizia che alle forze armate''. Secondo il presidente del Cocer, che parla ''a titolo personale'', si tratta di un'ipotesi condivisibile ''in quanto costituirebbe il naturale riconoscimento della ormai consolidata esperienza e professionalita' acquisite e dimostrate dai militari nelle varie missioni all'estero e si tradurrebbe in un maggiore inserimento nel tessuto sociale con indubbi riflessi positivi sulla condizione del personale. Inoltre - prosegue il generale Rossi - e' naturale che lo Stato prenda atto di potersi avvalere di proprie potenzialita', ora non pienamente sfruttate per rigidi schematismi e vecchi stereotipi gia' superati in altre nazioni. D'altronde si tratta di uniformarsi allo stesso criterio di flessibilita' che ha ispirato la positiva esperienza dell'utilizzazione dell'Arma dei Carabinieri al fianco delle altre Forze armate nelle missioni all'estero''. ''Ovviamente - conclude il presidente del Cocer - qualsiasi tipo di impiego deve essere correlato ad un bilancio che consenta l'effettiva funzionalita' ed operativita' delle Forze armate, oggi a rischio a causa della Finanziaria''. (ANSA).

TU COSA NE PENSI?

 

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Intervista a GEN. LEONARDO TRICARICO/"Sicurezza, bene i carabinieri ma anche gli sportivi e le scorte" - di Barbara Alessandrini.
 

Carabinieri, militari sportivi, scorte. Il Generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica non si limita ad approfondire le motivazioni per cui la decisione, annunciata dal ministro La Russa, di ricorrere ai i carabinieri sottoutilizzati all'interno delle Forze Armate è apprezzabile e vantaggiosa. Tanto da ritenere possibile che la gran parte del lavoro di ordine pubblico venga svolto proprio dai 'sotto impiegati' dell'Arma. Ma lancia una serie di proposte precise per recuperare all'impiego sul campo quei militari che attualmente vengono male utilizzate con grande spreco di risorse.
 
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha preannunciato che i 3.000 soldati da impiegare nelle città saranno preferibilmente reclutati, oltre che tra i volontari della Forze Armate, tra i carabinieri attualmente impiegati in compiti militari. Come giudica questo orientamento?

"Molto positivamente. E' indispensabile, di fronte alla decisione di impiegare i militari in mansioni di ordine pubblico e di tutela della sicurezza, partire dal presupposto che le funzioni di polizia militare nelle Forze Armate vengono svolte dai Carabinieri. In Aeronautica, ad esempio, ce ne sono circa 800. E anche gli organici delle altre F.A prevedono contingenti di Carabinieri con queste mansioni. Le unità arrivano a cifre a tre zeri. Con la fine del servizio di leva è venuto a mancare il 95% del carico di lavoro dei militari dell'Arma destinati a questa funzione e, di fatto al pari dei magistrati militari, i Carabinieri si sono venuti a trovare 'disoccupati' visto che i reati tipici delle truppe (disobbedienza, violata consegna, obiezione di coscienza, furto e altro) vengono perpetrati in misura men che minima dal personale di carriera. In altre parole mentre si vogliono inviare i soldati a svolgere missioni per le quali non sono preparati né materialmente né psicologicamente, i reparti militari dispongono di carabinieri che indagano magari per mesi e mesi su scritti anonimi o che operano prevenzione sul direttore di mensa affinché non faccia la cresta sulla spesa. Insomma svolgono un'attività residuale speculare a quella della magistratura militare, sono di fatto impiegati per non fare "niente"mentre, essendo agenti di pubblica sicurezza, potrebbero essere impiegati per tutte le mansioni che consentano di sovrintendere alle attività di ordine pubblico. Ma a ben vedere vi sono altri impieghi impropri dei militari dell'Arma nelle F.A ed in altre amministrazioni, così come lo stesso avviene con le altre forze di polizia che sono presenti negli organici dei ministeri.

 Ad esempio?

"Prendiamo il i servizi d'onore che, a rigore, dovrebbero essere svolti da militari presso i palazzi istituzionali che non siano prefetture o questure. Per non parlare poi dello sport militare, un settore dove lo spreco, anche di denaro, grida vendetta".
 

Anche dallo sport militare si potrebbero professionalità utili alla pubblica sicurezza?

"Certo, teniamo presente che ci ostiniamo a partecipare a tornei militari internazionali in svariate discipline sottraendo sistematicamente risorse al bilancio e alla sicurezza. Infine c'è una questione delicata che andrebbe affrontata di petto e la cui soluzione comporterebbe vantaggi significativi nel settore della sicurezza e dell'Ordine pubblico ed è quella delle scorte".
 
Sta parlando di un altro possibile cambio di mansione?

"Sì, siamo ormai gli unici al mondo che destiniamo alla protezione personale di soggetti a rischio (presunto e discutibile) risorse così ingenti e di provata professionalità. A fronte della vasta ed allarmata richiesta di sicurezza da parte dei cittadini la classe politica dovrebbe rinunciare ad una presunta esigenza di sicurezza personale per mettere le forze adibite a questa funzione al servizio dei cittadini. Un governo che nasce nel segno del rinnovamento e del cambiamento e si rappresenta come portatore di politiche nuove non può non mettere mano a questo problema. Basterebbe prendere esempio da chi pur avendo un ruolo determinante nella compagine governativa ed essendo per ciò teoricamente esposto al massimo rischio, viaggia sistematicamente accompagnato dal solo autista".

Un colpo allo status simbol, insomma, per dare una copertura in più ai cittadini. Non crede che sarebbe una decisione lesiva di troppi interessi?

"Certo la questione delle scorte non è facile da risolvere. Molti governi hanno provato ad affrontarla in passato. Anche perché il personale così impiegato è altamente appagato dallo svolgere questa mansione e quindi le prime reazioni arriverebbero proprio da quella parte. Ma una revisione critica di quali sono le personalità che hanno davvero bisogno di protezione va fatta".

In quali ambiti è possibile operare ulteriori tagli a favore di un impiego delle risorse per la sicurezza?

"Stesso discorso vale per la protezione dei cosiddetti obiettivi sensibili ossia per tutte quelle postazioni fisse a rischio presunto, per le quali sarebbe necessaria una attenta ed intelligente opera di revisione. Si scoprirebbe che molti di essi a rischio non sono. Credo, poi, che un'ultima considerazione vada fatta a proposito della struttura organizzativa delle attività di ordine pubblico e sicurezza. Per quanto ci si sforzi non si trova una ragione valida che giustifichi la ridondanza di Carabinieri nelle forze militari quando il ministero della Difesa li impiega soltanto per un 10, 13% delle loro potenzialità mentre il 90% delle loro attività hanno un collegamento funzionale con il Viminale".

Ora non c'è il rischio di invasioni di competenze tra i due dicasteri?

"Il solo fatto che quella dei Carabinieri sia la quarta Arma delle Forze armate non rappresenta un motivo sufficiente perché continui a dipendere dal ministero della Difesa"

Ai fini dell' Ordine pubblico, insomma, i Carabinieri dovrebbero dipendere dal ministero dell'Interno?

"A lume di logica e in base all'operatività funzionale per l'ordine pubblico un governo che punta a guidare a lungo il paese dovrebbe porsi il problema del più logico e naturale inquadramento dei Carabinieri nel ministero dell'Interno. In questo caso molte disfunzioni compreso l'affogamento di risorse nelle forze armate verrebbero eliminate".
 

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COCER ESERCITO, SU TAGLI INTERVENGA BERLUSCONI 
 

ROMA, 15 lug - ''Il ministro Maroni ha dichiarato che i tagli sul fronte della sicurezza non sono significativi, sottolineando che l'allarme e' ingiustificato. Nulla e' stato invece comunicato per quanto riguarda i tagli sul bilancio delle Forze armate, che pertanto rimarrebbero quelli insopportabili ora previsti''. Lo afferma il Cocer dell'Esercito, che chiede al Governo di ''chiarire la situazione'' e l'intervento del premier Berlusconi a ''difesa e tutela'' delle Forze armate. L'organismo di rappresentanza dell'Esercito - dopo aver ricordato che la sicurezza del Paese passa anche attraverso l'azione delle Forze armate, dentro e fuori i confini nazionali - afferma che ''il bilancio della Difesa, come confermato anche dal ministro La Russa, e' fortemente tagliato e i riflessi saranno irrimediabili in termini di manutenzione delle caserme, di qualita' della vita e benessere delle donne e degli uomini dell'Esercito, con conseguenze inevitabili di minore addestramento e, quindi, di minori livelli di sicurezza nell'impiego, a partire da quello estero, che potrebbero essere pericolosamente compromessi''. Il Cocer parla di rischio di ''anemizzazione economica della legge sulla professionalizzazione delle Forze armate'', con una riduzione dello strumento militare ''proprio nel momento del suo massimo impiego interno ed esterno'' e l'impossibilita' del ''transito in servizio permanente di circa 10-15.000 volontari che, dopo un periodo di cinque-sei anni di sacrale servizio, saranno letteralmente 'licenziati'''. (ANSA).  

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SAP; NO A PROPOSTA LA RUSSA, CREA SOLO PROBLEMI (V.SICUREZZA: ROSSI (COCER), SI'A FUNZIONI... DELLE 18:10 CIRCA)


(ANSA) - ROMA, 15 LUG - No ad una nuova forza di polizia militare perche' ''rischia di creare soltanto problemi alla gestione concreta della sicurezza e di assorbire inutilmente risorse''. Il Sindacato autonomo di Polizia (Sap) risponde cosi' alla proposta del ministro della Difesa Ignazio La Russa secondo il quale ''in un futuro riordino generale, il compito che oggi e' dei Carabinieri potrebbe essere esteso'' anche all'Esercito. ''La posizione del ministro - dice il segretario del Sap Nicola Tanzi - ci lascia stupiti e non ci convince perche' riteniamo che il problema principale della sicurezza non sia assegnare o far svolgere all'Esercito o alle Forze armate compiti di ordine pubblico e di polizia giudiziaria, ma destinare maggiori fondi per la formazione e l'aggiornamento del personale delle forze dell'ordine''. ''I sindacati di polizia e i Cocer - prosegue Tanzi - sono mobilitati proprio per chiedere maggiori risorse, e non tagli, per il comparto Sicurezza e Difesa''. Ecco dunque che il progetto ''di trasformare una parte dell'Esercito o delle Forze armate in una ennesima forza di polizia ad ordinamento militare, rischia di creare soltanto problemi''. ''Piuttosto - conclude Tanzi - si assumano immediatamente in Polizia le migliaia di ragazzi che hanno vinto un regolare concorso e da mesi stanno aspettando con ansia una chiamata''. (ANSA).

 

TU COSA NE PENSI?

 

 

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