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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Roma, 23 nov. - (Adnkronos) - Due nonne romane, di 70 e 68 anni, sono state arrestate dai Carabinieri a Roma, in due distinte operazioni, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La 70enne, arrestata per la nona volta, riforniva i piccoli spacciatori del litorale. Il blitz dei militari e' scattato nella sua abitazione di Ostia con l'ausilio di unita' cinofile e personale femminile dell'Arma. Tra gli effetti personali della donna i militari hanno rinvenuto dosi di cocaina e denaro contante provento dell'illecita attivita' di spaccio. A Tor Bella Monaca, invece, i Carabinieri hanno sorpreso la 68enne, madre di 3 figli e nonna di 7 nipoti, che per arrotondare la pensione confezionava dosi di cocaina in piccolissime bustine di cellophane termo-saldate. Sequestrati nel suo appartamento bilancini di precisione, frullatori e mezzo chilo di cocaina, rinvenuti in una busta sul tavolo della cucina.
Di Admin (del 23/11/2008 @ 14:33:37, in Polizia, linkato 1407 volte)
(AGI) - Roma, 21 nov. - "La tragedia di Verona deve sollecitare l'attenzione del ministro dell'Interno sull'esigenza di dare una svolta concreta sulla politica delle armi fino ad oggi praticata". A sostenerlo e' Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell'Associazione nazionale funzionari di polizia. "Rivedere normative e circolari, che hanno consentito il proliferare degli armati sul territorio nazionale - spiega Letizia - e' una priorita' che s'impone dopo episodi come quello della scorsa notte. Purtroppo, mentre cadono, anche mamme e bambini sotto i colpi di folli armati, sulle esigenze collettive prevale il limite insormontabile dell'interesse economico degli armieri". "Non e' solo una questione di cambiamenti legislativi - aggiunge il segretario dell'Anfp - ma anche e soprattutto la necessita' di riformare o annullare decreti, circolari ed altri provvedimenti che hanno consentito da un lato il possesso indiscriminato di armi dall'elevato potenziale offensivo e dall'altro la sostanziale inefficacia delle visite mediche, svolte secondo i criteri dell'autocertificazione e della mancanza di qualsiasi effettiva assunzione di responsabilita'". "Desideriamo, dunque, non le solite chiacchiere - conclude Letizia - ma una presa di coscienza della necessita' di un cambiamento radicale, di un inversione di tendenza con la quale si torni a considerare la circolazione e la detenzione delle armi con la serieta' che la materia richiede e la severita' piu' volte invocata dalle associazioni delle vittime mietute da criminali e folli".
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